Yemen: Saleh lascia il paese, i sauditi lo trasferiscono in Oman. Verso un esilio dorato negli Stati Uniti?

    di  .  Scritto  il  23 gen 2012  alle  7:00.

Ha lasciato ieri il suo per l’ e dovrebbe volare entro qualche giorno verso gli il presidente uscente Ali Abdullah . Ufficialmente – che lo scorso giugno è riuscito a sopravvivere a un attentato pur riportando gravi ferite – si reca negli per motivi di salute. Ma la presenza in Oman del figlio Ahmed, comandante della Guardia repubblicana, e di altri componenti della famiglia e gli ultimi sviluppi politici suggeriscono che Saleh possa essere il quarto capo di Stato ad aver pagato il suo pegno alla Primavera araba dopo il tunisino Ben Ali, l’egiziano Hosni Mubarak e il colonnello Muammar Gheddafi.
Saleh lascia lo Yemen forte dell’immunità totale garantitagli da una legge approvata sabato dal parlamento che assicura parziale copertura anche a chi ha lavorato con lui nei suoi 33 anni trascorsi al potere. Parziale perché, almeno sulla carta, garantirà le eventuali violazioni politiche ma non abusi e uccisioni.
Nelle ultime settimane, e Stati Uniti avevano aumentato le pressioni perché il piano di mediazione messo a punto dal Consiglio di cooperazione del Golfo venisse completamente attuato. Anche perché, con un potere centrale vacillante, gruppi armati di varia estrazione stanno intanto prendendo il sopravvento in diverse zone del paese. Ma volevano che Saleh lasciasse anche per sgonfiare proteste di movimenti e giovani contrari al piano del Consiglio e desiderosi di portare in giudizio il capo dello Stato.
Il fatto che il presidente uscente abbia lasciato lo Yemen a bordo di un aereo saudita quasi conferma questo impegno  americano-saudita con l’inviato speciale dell’Onu in Yemen, Jamal Bin Omar, che ha fatto scorrere i titoli di coda. In una conferenza stampa tenuta poco prima di lasciare il paese,  ieri, Omar  si è detto soddisfatto del percorso fin qui fatto da governo e opposizione e ha richiamato tutte le parti al rispetto del piano del Consiglio di cooperazione del Golfo. Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri Abu Bakr al-Qirbi ha confermato che le elezioni presidenziali si terranno il prossimo 21 febbraio.
In dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Saba, poco prima di partire Saleh ha confermato di lasciare per seguire delle cure negli Stati Uniti e ha affermato di voler tornare “come presidente del partito Congresso generale del popolo”. Poi ha aggiunto: “Chiedo perdono al mio popolo, uomini e donne, per qualunque errore commesso nei miei 33 anni di governo”.

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