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Libia: testimonianze da Tripoli

    di  .  Scritto  il  23 Agosto 2011  alle  15:22.

“Ancora adesso ci sono sparatorie, soprattutto nella zona di Bab al Aziziya. Si va avanti così da ore, la scorsa notte era impossibile dormire, c’è parecchia confusione. Le strade sono deserte, ma nelle piazze si sta radunando gente”: così da Tripoli, una fonte che preferisce restare anonima, racconta ad Atlas i momenti seguiti all’ingresso degli insorti nella capitale libica dove il regime di Gheddafi sembra ormai al tracollo sebbene si continui a combattere e sebbene non si sia ancora arreso Muammar Gheddafi, il colonnello alla guida della Libia dal 1969. L’entità degli scontri e i bilanci di vittime e feriti non sono noti. Contattata a Bengasi da Atlas, Dibeh Fakhr, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa, riferisce di una situazione molto preoccupante sotto il profilo umanitario: “Già nei giorni scorsi avevamo espresso i nostri timori sulle conseguenze dell’escalation del conflitto – dice Fakhr – ora stiamo monitorando la situazione di Tripoli e stiamo per inviare materiale medico destinato agli ospedali e alle strutture sanitarie della città. Non abbiamo dati precisi, ma sappiamo che servono con urgenza farmaci e attrezzature e che ci sono alcune centinaia di feriti bisognosi di immediate cure”.

Secondo altre fonti locali di Atlas, ai festeggiamenti in corso per la fine ormai imminente del regime e per l’arresto di alcuni figli di Gheddafi, stanno facendo da contraltare il proseguimento dei combattimenti anche in altre zone e la presenza di cecchini che sparano sui civili.

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