Socialize

Libia: conferenza Parigi, promesse e poche certezze

    di  .  Scritto  il  2 Settembre 2011  alle  15:50.

Soldi, circa 15 miliardi di dollari per ora e altri in futuro, sostegno politico e militare e proseguimento delle operazioni militari in Libia fino alla resa di Muhammar Gheddafi: questi alcuni degli impegni presi ieri dai partecipanti alla riunione degli “Amici della Libia” organizzata da Francia e Regno Unito (principali sostenitori dell’azione armata in Libia della Nato) e a cui hanno partecipato i rappresentanti di 63 paesi oltre ai vertici del Consiglio nazionale di transizione (Cnt, l’organismo cui fanno capo gli insorti).

“I soldi stornati da Gheddafi e dalla sua cerchia devono andare ai libici. Su questo ci siamo trovati tutti d’accordo. Occorre finanziare lo sviluppo del paese da subito” ha spiegato il presidente francese nella conferenza stampa finale del vertice a cui hanno preso parte 63 diverse delegazioni.

In cambio del denaro promesso i futuri vertici libici si impegnano a rispettare gli impegni presi “promuovendo – come ha esortato Moustapha Abdeljalil, insieme a Mahmoud Jibril, uno dei due capi del Cnt presente all’incontro – la stabilità e la pace. Favoriremo, come insegna il Corano, il perdono e la riconciliazione”.

Ma nonostante le dichiarazioni ufficiali, sono ancora molti i dubbi che restano sui futuri sviluppi della situazione libica. Tanto il Cnt, quanto la comunità internazionale sembrano soprattutto preoccupati  di ritrovarsi di fronte a uno scenario di tipo somalo o iracheno con guerriglie spossanti organizzate su basi tribali in tutto il territorio  nazionale.

Ma secondo molti osservatori politici internazionali preoccupano ancor di più le grandi differenze interne ai movimenti di opposizione a Gheddafi.

“È più facile rovesciare un dittatore che creare un nuovo governo” ha detto l’esperto in relazioni internazionali Bertrand Badie in un’intervista all’agenzia di stampa cinese ‘Xinhua’, criticando la decisione di avviare il delicato processo di costruzione di un nuovo ordine politico in uno Stato durante una conferenza dominata dalle potenze internazionali e nel bel mezzo di un conflitto nel quale queste ultime sono le protagoniste principali.

A Parigi, il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, hanno ribadito di voler proseguire i bombardamenti contro gli uomini di Gheddafi “fino a quando questi resteranno una minaccia per i civili”.

L’Unione Africana, presente al vertice, ha detto di non essere pronta a riconoscere il Cnt perché non ha ricevuto adeguate garanzie sul trattamento dei migranti africani ancora in Libia.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *