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Libia: presidente Cnt descrive la “Nuova Libia”, tra ‘sharia’ e democrazia

    di  .  Scritto  il  13 Settembre 2011  alle  14:34.

Un paese in cui sarà in vigore lo stato di diritto, con istituzioni atte a governare, con un sistema di assistenza sociale e in cui l’islamismo resterà la principale fonte per la legislazione nazionale: questo il profilo della nuova Libia disegnato ieri sera dal presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) Mustafa Abdelj

alil nel suo primo discorso pubblico da quando i ribelli anti-Gheddafi hanno spostato il loro quartier generale da Bengasi a Tripoli.

Di fronte a 10.000 persone festanti riunite nella rinominata Piazza dei Martiri di Tripoli, Jalil ha più volte ribadito che la nuova Libia diventerà un moderno stato democratico pur mantenendo salde le sue radici nell’Islam moderato e, in un passaggio che sembrava destinato più ai sostenitori occidentali che all’auditorio libico, ha rassicurato: “i libici sono musulmani moderati e non accetteranno un’ideologia estremista”.

Jalil, ex-ministro della Giustizia di Gheddafi prima dell’insurrezione armata, ha ringraziato le donne (leggi anche “Libia: quale ruolo per le donne?”) per il ruolo giocato nella “rivoluzione” e ribadito il calendario istituzionale per trasformare la Libia.

Come già annunciato in precedenza dal Cnt, il primo passo sarà la redazione di una nuova Costituzione e l’organizzazione, entro 20 mesi dalla data in cui la Libia sarà dichiarata “liberata”, di libere elezioni.

Al momento, però, il concetto di “liberata” non è ancora stato precisato, anche considerando il fatto che se l’ex-uomo forte di Tripoli Muhammar Gheddafi è ancora latitante, almeno tre importanti città libiche (Beni Walid, Sirte e Sabha) restano ancora saldamente in mano dei sostenitori del colonnello.

Sostenitori di Gheddafi che ieri hanno costretto i ribelli del Cnt a sospendere l’assalto lanciato a Beni Walid, dopo averli respinti e inflitto loro pesanti perdite, in attesa che i raid aerei della Nato riescano a fiaccare la resistenza dei fedelissimi del colonnello.

Ma se i ribelli nelle ultime 48 ore hanno incassato una sconfitta militare, sono anche riusciti a portare a casa un ottimo risultato a livello diplomatico.

Con una nota ufficiale scritta, infatti, ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha annunciato il riconoscimento ufficiale del Cnt da parte di Pechino, che l’ha definita “autorità legittima e rappresentativa del popolo libico”.

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