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All’Onu si ricomincia, c’è anche il Sud Sudan

    di  .  Scritto  il  14 Settembre 2011  alle  14:46.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ieri ha aperto a New York la sua 66ª sessione potrebbe essere ricordata per un motivo: il voto sul riconoscimento di uno Stato palestinese, per il quale il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan si è personalmente speso ieri in un discorso pronunciato davanti i ministri degli Esteri della Lega Araba, al Cairo.

In attesa di quel voto, di routine e quasi scontate sono sembrate le parole che il neo-presidente dell’Assemblea, Nassir Abdulaziz al-Nasser, ha pronunciato davanti ai delegati dei 193 paesi rappresentati. Dopo aver ricordato la figura di Dag Hammarskjöld, diplomatico svedese e segretario generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961, anno in cui morì mentre si trovava in missione nell’attuale Repubblica democratica del Congo, al-Nasser ha elencato quattro settori prioritari di intervento: la risoluzione di conflitti e dispute internazionali, la riforma delle Nazioni Unite, la risposta a disastri naturali, il proseguimento degli sforzi per raggiungere gli obiettivi del millennio contro fame e povertà.

Per la prima volta, all’Assemblea ha potuto partecipare un ambasciatore del Sud Sudan, ultimo arrivato tra le nazioni, divenuto indipendente da Khartoum lo scorso 11 luglio.

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