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Erdogan a Tunisi, sulle tracce di Bouazizi

    di  .  Scritto  il  15 Settembre 2011  alle  13:26.

Quando, il 17 dicembre dello scorso anno, Mohamed Bouazizi si immolò per protestare contro i soprusi subiti dalla polizia, lui disoccupato, nullatenente e senza alcuna prospettiva di un futuro migliore, non avrebbe potuto immaginare quel che poi il suo gesto scatenò. Con la sua morte, il 4 gennaio successivo, le crescenti proteste travolsero il regime di Ben Ali, quindi si propagarono nel resto del mondo arabo. Né avrebbe potuto immaginare che quasi un anno dopo, a Tunisi sarebbe arrivato il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, a capo di una delegazione di sei ministri e oltre 200 uomini d’affari.

Da ieri Erdogan si trova in Tunisia, seconda tappa di un viaggio che lo ha già condotto al Cairo e che si concluderà domani in Libia. Dietro la visita ci sono motivi politici: Ankara sta riposizionando la sua politica estera, ha appena espulso l’ambasciatore israeliano, davantila LegaArabaha perorato la causa palestinese, sembra voler tornare a pattugliare le acque del Mediterraneo come ai tempi dell’impero ottomano piuttosto che aspettare un lasciapassare per l’Unione Europea.

Ma il viaggio servirà anche a firmare accordi, siglare forme di cooperazione, aprire ancor di più il Nord Africa alle intraprendenti imprese turche. Forse non è un caso che proprio oggi, il quotidiano turco Hurriyet abbia pubblicato un sondaggio condotto dal German Marshall Fund (Transatlantic Trends 2011): secondo questo studio il 43% dei turchi considera il Medio oriente più importante per gli interessi economici del paese che non l’Europa; una percentuale simile (il 42%) ritiene che la costa sud del mediterraneo sia prevalente anche in termini di sicurezza. I turchi che continuano a considerare l’Europa prioritaria sono, è vero, il 48% ma nel 2004 erano il 73%.

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