Socialize

Contraccezione femminile? 250 milioni di donne ne sono escluse

    di  .  Scritto  il  16 Settembre 2011  alle  10:07.

Sono più di 250 milioni le donne nei paesi in via di sviluppo che non hanno accesso a metodi di contraccezione moderni: lo sostiene in una nota il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (FNUAP/UNFPA), che, al termine di una riunione tenutasi a New York, ha ricordato come le donne che vogliono programmare una gravidanza non hanno a disposizione metodi moderni per farlo.

Presenti all’incontro Ministri delle Finanze, della Salute e parlamentari di 12 dei paesi interessati (Burkina Faso, Haiti, Etiopia, Laos, Mali, Madagascar, Mongolia, Mozambico, Nicaragua, Niger, Nigeria e Sierra Leone).

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite intervenuti, il modo più efficace per salvaguardare la vita e migliorare le condizioni di salute delle donne è una pianificazione familiare volontaria e la messa a disposizione di sufficienti dispositivi di contraccezione.

I rappresentanti dei paesi presenti hanno riportato tutti un aumento considerevole dell’uso dei metodi moderni di contraccezione nella loro popolazione. In Niger si è passati dal 5% nel 2006 al 21% nel 2010; nel Madagascar dal 1994 al 2009 c’è stato un incremento dell’11%. In Etiopia il tasso delle cliniche che offrono almeno 3 differenti metodi di contraccezione è passato dal 60% nel 2008 al 98% nel 2010.

Tuttavia l’accesso a metodi di contraccezione moderni è una necessità cui non si riesce a far fronte per  milioni di donne che abitano i paesi più poveri.

Le statistiche ci dicono che il 31 ottobre 2011 il mondo conterà 7 miliardi di abitanti di cui 1,8 miliardi sono giovani che abitano per i 90% nei paesi in via di sviluppo. “Questo significa che un miliardo di giovani donne sono in cerca delle informazioni e dei servizi di cui stiamo parlando” ha spiegato il Direttore Esecutivo del UNFPA, Dr. Babatunde Osotimehin.

L’organizzazione delle Nazioni Unite che supporta le popolazioni in situazioni di crisi e che lavora con i programmi di aiuto in oltre 140 paesi poveri nello sviluppo dei diritti umani per le donne e i bambini dal1969, ha lanciato iniziative in tutti i paesi interessati da questo problema.

Si parla di formazione, informatizzazione delle catene di distribuzione, campagne di sensibilizzazione e  creazione di specifiche linee di budget nei bilanci statali dedicate proprio alla contraccezione.

Una tra le iniziative che hanno avuto più risalto negli ultimi giorni è il lancio da parte del UNFPA, lo scorso 5 settembre,  del  nuovo condom femminile in Nigeria.

Il delegato UNFPA Dr. Bannet Ndyanabangi, intervistato dalla NAN (News Agency of Nigeria) ad Abuja ha dichiarato che il nuovo condom femminile a breve introdotto provocherà un generale e netto  miglioramento per la condizione di salute delle donne. Si tratta di uno strumento che è nelle loro mani, ha spiegato, e che può essere utilizzato senza dover “negoziare” con il partner maschile.

Uno strumento che ha dovuto affrontare alcune iniziali perplessità a causa delle sue dimensioni e della scomodità per la donna nell’indossarlo. Ora però è disponibile sul mercato una nuova versione più sicura semplice e conveniente.

Secondo Ndyanabangi si tratta di uno dei migliori metodi di controllo creati negli ultimi tempi che costituirà inoltre un argine importante contro le malattie sessualmente trasmissibili.

(di Alessandra Ruggeri)

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *