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Onu: diminuisce la mortalità infantile nel mondo

    di  .  Scritto  il  16 Settembre 2011  alle  9:53.

É sceso il numero di bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni anno: lo sostiene l’ultimo rapporto presentato ieri da due organismi delle Nazioni Unite, il Fondo per l’Infanzia (Unicef) e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), precisando che da oltre 12 milioni di bimbi deceduti nel 1990 si è passati ai 7,6 milioni del 2010.

Secondo il Rapporto 2011 sulla mortalità infantile “Levels & Trends in Child Mortality” (Livelli e andamenti nella mortalità infantile), nell’Africa Subsahariana, la regione con i più alti tassi al mondo, la velocità del calo nel tasso di mortalità infantile è in costante aumento.

Il ritmo di diminuzione di decessi in questa zona del mondo è raddoppiato, passando dall’1,2% l’anno nel periodo 1990-2000 al 2,4% l’anno nel periodo 2000-2010.

“La notizia che il tasso di mortalità infantile nell’Africa sub-sahariana sta diminuendo due volte più velocemente rispetto a quanto accadeva dieci anni fa, dimostra che possiamo realizzare dei progressi anche nei luoghi più poveri” dice Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF.

Tra il 1990 e il 2010, il tasso di mortalità sotto i 5 anni è diminuito di oltre un terzo, da 88 decessi ogni mille nati vivi a 57.

Un dato positivo che però, spiegano le agenzie dell’Onu in una nota, “è ancora insufficiente a raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 4, che prevede la riduzione di due terzi del tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni entro il2015”.

“La riduzione della mortalità infantile è legata a molti fattori, in particolare ad un maggiore accesso ai servizi sanitari in tutto il periodo neonatale. Così come la prevenzione e la cura delle malattie infantili, una migliore nutrizione, la copertura vaccinale, l’acqua e i servizi igienico-sanitari” ha detto Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS

Alcuni dati in dettaglio 

Secondo il rapporto, rispetto alla tendenza generale, si sono ottenuti progressi meno significativi per quanto concerne la mortalità dei neonati e dei bambini più piccoli, che rimangono i più a rischio: infatti, oltre il 40% dei decessi dei bambini si verifica entro il primo mese di vita e oltre il 70% nel primo anno di vita.

I miglioramenti e i progressi vengono definiti incoraggianti  ma si sottolinea come permangano gravi disuguaglianze.

I più alti tassi di mortalità infantile rimangono nell’Africa Subsahariana, dove 1 bambino su 8 muore prima dei cinque anni: un evento 17 volte più frequente rispetto alla media delle regioni sviluppate (1 su 143).

L’Asia meridionale ha il secondo tasso più alto, con 1 bambino su 15 che muore prima dei 5 anni.

I decessi infantili sono sempre più concentrati nell’Africa Subsahariana e in Asia meridionale: nel1990 inqueste due regioni si concentrava il 69% dei decessi; nel 2010 questa proporzione è aumentata all’82%.

Nel 2010 circa la metà dei decessi dei bambini sotto i cinque anni in tutto il mondo si è verificato in soli cinque paesi: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina.

Alcuni dei più importanti miglioramenti riguardano i paesi in cui i bambini sono più vulnerabili.

Un esempio è il Niger, dove nel 1990 il tasso di mortalità infantile era di 311 ogni mille nati vivi; nel 2010 è sceso a 143.

Nel 2010 il Niger è stato uno dei cinque paesi che ha ottenuto i migliori risultati in termini di riduzione assoluta dei tassi di mortalità infantile sotto i 5 anni, insieme al Malawi, alla Liberia, a Timor-Leste e alla Sierra Leone.

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