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Onu: quella carta palestinese che spariglia il campo

    di  .  Scritto  il  16 Settembre 2011  alle  13:05.

 L’interrogativo è: si voterà sull’autodeterminazione del popolo palestinese ovvero sul loro diritto a costituirsi come Stato indipendente da Israele? La 66ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite potrebbe essere ricordata per questo voto, se davvero i palestinesi ne faranno richiesta, come pare certo, e se – e pare fuor di dubbio anche questo – otterranno il favore della maggioranza degli aventi diritto al voto. Sul piano concreto non ci sarebbero conseguenze perché fino a quando l’Onu non sarà riformata i poteri dell’Assemblea sono quasi pari a zero, ma si tratterebbe di un voto simbolico di grossa rilevanza, come alcuni anni fa è stato quello sulla pena di morte.

La prossima settimana al Palazzo di Vetro di New York capi di Stato e di governo si alterneranno al microfono, discuteranno della crisi economica internazionale, sicuramente delle rivolte arabe, di Libia e Siria, del surriscaldamento globale del pianeta, della carestia nel Corno d’Africa. Anche del raggiungimento degli obiettivi del Millennio fissati nel 2000 e virtualmente in scadenza nel 2015. Ma la questione israelo-palestinese promette di aprire nuove pagine di storia.

Ne è consapevole il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan: nel suo tour diplomatico che ci conclude oggi in Libia (dopo aver toccato Egitto e Tunisia) il capo del governo turco ha fatto della questione quasi una campagna, resa senz’altro più efficace dall’espulsione dell’ambasciatore israeliano ad Ankara. E ne sono consapevoli anche in Israele: il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un suo discorso all’Onu il giorno stesso in cui i palestinesi consegneranno la loro richiesta. Secondo la stampa israeliana potrebbe anche fare qualche concessione in cambio di un ritiro della richiesta. Interrogativi che saranno sciolti molto presto.

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