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Yemen: un paese diviso, sauditi in soccorso di Saleh

    di  .  Scritto  il  16 Settembre 2011  alle  12:05.

La storia dello Yemen, le sue divisioni, le sue differenze tribali: l’ingresso di soldati e mezzi militari dell’Arabia Saudita – notizia data dal quotidiano in lingua inglese ‘The Yemen post’, ma non confermata da altre fonti – aggiunge un ulteriore tassello in una trama già complessa, con un presidente da mesi fuori per curarsi dalle ferite di un attentato. Ali Abdullah Saleh gode ancora di sostegno, ma il controllo dell’intero territorio nazionale è lontano.

A sud, nella provincia di Abyan, gruppi armati hanno preso il sopravvento e la controffensiva lealista è affidata alle incursioni aeree. A nord, i ribelli Houthi sono sempre attivi. E in tutte le grandi città, è un pullulare di fazioni e di scontri.

Due giorni fa anche Sana’a, la capitale si è riaccesa, con un conflitto a fuoco circoscritto ma significativo che ha rivisto su sponde opposte gli uomini di Saleh e quelli del potente sceicco Sadiq al Ahmar della tribù degli Hashid.

Così, mentre l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha assegnato il suo premio annuale ‘Nansen refugee award’ alla yemenita ‘Società per la solidarietà umanitaria (Shs) – per l’impegno a favore dei rifugiati del Corno d’Africa, raddoppiati nonostante tutto rispetto allo scorso anno – la locale missione dell’Onu ha avvertito dei rischi di un conflitto civile.

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