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Cile: rottura col governo, studenti annunciano nuove proteste

    di  .  Scritto  il  17 Settembre 2011  alle  16:48.

Gli studenti cileni hanno respinto la proposta di riforma avanzata dal governo per mettere fine a quattro mesi di proteste, anche violente, annunciando nuove manifestazioni a partire dal 22 settembre.

Un portavoce della Confederazione degli studenti universitari del Cile (Confech) ha definito le concessioni avanzate dal governo venderdì sera minime, rispetto alle richieste degli universitari, oltre ad aver accusato l’esecutivo di aver “riconfermato la sua intransigenza” e la sostanziale mancanza di volontà nel negoziare coi giovani.

Da Maggio oltre 100.000 studenti sono ripetutamente scesi in strada contro il governo chiedendo maggiori investimenti e riforme sostanziali nel campo dell’istruzione.

Venerdì il governo del presidente conservatore Sebastián Piñera aveva respinto due delle quattro “condizioni minime” avanzate dal movimento studentesco: istruzione gratuita, maggiore trasparenza, equità e qualità nel sistema educativo e un aumento della spesa pubblica destinata all’istruzione (oggi pari al 4,4% del Prodotto interno lordo).

Manifesto studentesco

Delle molte proposte avanzate dalla Confech il ministro dell’Istruzione Felipe Bulnes ne aveva accolte solo due: rendere pubblici i negoziati tra le parti  (gli studenti chiedevano dirette televisive) e aumentare i controlli sull’accesso alle risorse statali da parte degli atenei privati che incassano le rette, una pratica vietata ma persistente. Gli studenti esigevano il congelamento dei contributi statali alle università private per il 2012.

Le riforme neoliberiste introdotte durante il regime del dittatore Augusto Pinochet (1973-1990) hanno trasformato il sistema educativo del Cile in uno dei più privatizzati del mondo, tagliando di oltre il 50% i contributi statali e promuovendo la crescente partecipazione del settore privato.

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