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La partita a scacchi dei palestinesi tra Onu e diplomazie

    di  .  Scritto  il  20 Settembre 2011  alle  3:35.

Presenterà o non presenterà Mahmoud Abbas la richiesta per il riconoscimento della Palestina da parte dell’Assemblea generale dell’Onu? Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ieri a New York ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, e i ministri degli Esteri di Francia e Russia, Alain Juppé e Seergei Lavrov.

A Ban Ki-moon è stato annunciato che venerdì la richiesta di riconoscimento sarà presentata. Il capo dell’organizzazione internazionale ha risposto da diplomatico: rispetterà ovviamente il suo dovere in merito al procedimento, ma inviterà palestinesi e israeliani a far ripartire i negoziati “all’interno di una cornice legittima e bilanciata”.

Non è ancora chiaro se la richiesta sarà depositata anche al Consiglio di sicurezza dell’Onu – che ha più poteri dell’Assemblea – dove potrebbe infrangersi contro il veto già annunciato dagli americani. Ancora ieri, il segretario di Stato Hillary Clinton ha ritirato fuori la vecchia soluzione di ‘due popoli, due Stati’. Ma il punto è proprio questo: i palestinesi si stanno rivolgendo all’Onu per mancanza di significativi progressi nelle trattative con Israele, per la verità ferme al settembre dello scorso anno.

In Israele, l’opposizione capeggiata da Tzipi Livni ha accusato il governo di Benjamin Netanyahu di incapacità politica e diplomatica, e di avere in sostanza messo con le spalle al muro lo storico alleato americano. Netanyahu ha a sua volta annunciato un suo iscorso lo stesso giorno in cui si voterà per il riconoscimento della Palestina.

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