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Terremoto in India e Nepal, bilanci di vittime e danni destinati a crescere

    di  .  Scritto  il  20 Settembre 2011  alle  3:00.

“Il nostro primo compito sarà quello di ripristinare le comunicazioni. Fino a quel momento non si conoscerà la reale estensione dei danni provocati dal terremoto”: così un funzionario della Forza di reazione ai disastri (Ndrf) del governo indiano ha commentato al quotidiano Times of India la terribile situazione che i soccorritori si stanno trovando davanti agli occhi man mano che avanzano verso l’epicentro del forte sisma che nella notte di Domenica ha scosso la zona di confine tra India e Nepal.

Secondo un ultimo bilancio provvisorio – e che i soccorritori definiscono “sicuramente destinato a salire” – almeno 74 persone sono state ritrovate morte in India (58), Nepal (9) e Tibet (7).

La zona maggiormente colpita risulta essere lo stato confederato di Sikkim, nel nord est dell’India, dove è stato individuato l’epicentro del sisma di 6,8 gradi della scala Richter.

Arrivati lunedì mattina presto sul luogo del disastro, per tutta la giornata di ieri i soccorritori indiani non sono stati in grado di raggiungere la zona di Mangan, la più vicina al cuore del terremoto.

Le forti piogge che cadono, e cadranno per almeno altre 48 ore, sulla zona e le molte frane, oltre all’estensione dei danni provocati dal sisma a infrastrutture viarie, energetiche e di comunicazione hanno rallentato moltissimo il lavoro dei soccorritori.

Nonostante il governo abbia inviato quasi 6000 uomini, tra soldati e forze paramilitari, “solo un manipolo di loro – scrive il Times of India – è riuscito a raggiungere le zone più colpite”.

Il maltempo, che ieri ha impedito anche ai mezzi aerei di levarsi in volto, ha bloccato la distribuzione di generi di prima necessità in molte delle aree colpite.

L’esercito ha anche deciso di far intervenire le forze speciali, incaricate di raggiungere le aree più remote dello stato himalayano nel tentativo di avere un quadro più chiaro dell’estensione dei danni.

Si temono molte vittime anche tra i militari che si trovavano nelle basi d’altitudine che si trovano lungo la Linea di controllo che corre lungo il confine con il Tibet.

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