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Turchia: un attentato ancora senza firma

    di  .  Scritto  il  21 Settembre 2011  alle  3:30.

La donna portata via dalla polizia e visibile in un video dell’agenzia di stampa Dogan mentre urla “Lunga vita alla nostra lotta” è una delle piste che probabilmente gli inquirenti stanno seguendo in queste ore per fare luce sull’attentato che ieri ha scosso il trafficato quartiere Kizilay ad Ankara.
Secondo la ricostruzione diffusa dai media turchi e confermata almeno in parte dal ministro degli Interni  Idris Naim Sahin, un ordigno è stato nascosto all’interno di un’aumobile parcheggiata in un luogo affollato e nelle vicinanze di una scuola.

“Sembra che lo scopo fosse quello di causare quante più vittime possibili” ha detto il ministro.

Fonti della polizia hanno aggiunto che l’auto utilizzata per l’attentato era stata acquistata una settimana prima ma non era ancora stata registrata.

Il bilancio dell’esplosione è stato alla fine di tre persone uccise e 15 feriti (34 secondo altre fonti), alcuni dei quali in gravi condizioni.

L’attentato sopraggiunge in un momento in cui nell’est del paese sono ripresi scontri fra i separatisti del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) e l’esercito.

Da agosto, inoltre, l’aviazione turca ha ripetutamente bombardato basi dei separatisti in territorio iracheno. L’attentato di Ankara finora non è stato rivendicato.

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