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Yemen: ucciso l’imam di Osama bin Laden, era sulla lista americana dei “most wanted”

    di  .  Scritto  il  30 Settembre 2011  alle  17:20.

E’ stato colpito nel nord dello Yemen, terra di separatisti, da sempre sfuggente al controllo di Sana’a, Anwar al-Aulaqi, considerato uno dei più influenti esponenti di al-Qaida. Aulaqi sarebbe morto in seguito a un raid aereo e la notizia è stata confermata anche da fonti vicine alla presidenza americana citate dal Washington Post.

Nato negli Stati Uniti, con un passaporto Usa e uno yemenita, Aulaqi sarebbe stato ucciso da un missile sganciato da un drone americano secondo notizie riferite all’agenzia di stampa Ap da ambienti dell’intelligence statunitense. Nell’attacco sarebbe morto un secondo cittadino americano che collaborava con Aulaqi.

A dare conto della vicenda si è affrettato lo stesso governo yemenita da mesi stretto all’angolo da manifestazioni antigovernative e dalle richieste dell’opposizione di elezioni e della fine del trentennale regime del presidente Ali Abdullah Saleh. Secondo una nota governativa, Aulaqi è stato ucciso nella provincia settentrionale di Jawf alle 9.55 locali.

“Se la morte di Aulaqi sarà confermata – scrive il Washington Post – si tratterà di una significativa vittoria degli Stati Uniti nella guerra globale al terrorismo a meno di cinque mesi dalla morte di Osama bin Laden”.

Nato da genitori yemeniti nel New Mexico 40 anni fa,  Aulaqi è stato collegato a diversi episodi di terrorismo negli ultimi anni e dal 2010 era sulla lista “o vivo o morto” dell’amministrazione americana. Aveva lasciato gli Usa nel 2002 e fino ad allora aveva vissuto in Virginia dove era stato l’imam della moschea di Dar al-Hijra a Falls Church: le sue prediche in inglese gli avevano garantito un nutrito seguito di sostenitori. Detenuto in Yemen nel 2006, era stato rilasciato l’anno successivo e da allora aveva fatto perdere le tracce fino ad oggi.

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