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Siria: Cina e Russia bloccano col veto risoluzione Onu contro Damasco

    di  .  Scritto  il  5 Ottobre 2011  alle  9:53.

Russia e Cina hanno opposto il veto al Consiglio di Sicurezza alla risoluzione, redatta da Francia, Inghilterra, Germania e Portogallo, nella quale si intendeva condannare “le continue e gravi violazioni dei diritti umani delle autorità siriane”, paventando la possibilità di misure punitive, financo l’utilizzo della forza, nei confronti del paese medio orientale.

La votazione, avvenuta durante la notte, ha visto nove dei 15 paesi membri del Consiglio di Sicurezza votare a favore del testo, due (Cina e Russia) contro e quattro paesi (Sudafrica, India, Brasile e Libano) astenersi.

La Siria è teatro da sei mesi di disordini e contestazioni, frutto, secondo il governo di Damasco, di una cospirazione straniera che utilizza gruppi armati per seminare disordine. Secondo alcuni paesi occidentali, invece, nel paese sarebbe in corso una genuina richiesta di democrazia, alla quale il governo sta rispondendo con la forza.

Secondo una recente nota dell’Onu, i civili uccisi negli ultimi sei mesi in Siria sarebbero 2600, mentre il governo di Damasco denuncia come bande di uomini armati sostenuti da potenze straniere abbiano ucciso finora 700 elementi delle forze di sicurezza.

Nell’acceso dibattito seguito al voto sulla risoluzione, Vitaly Churkin, rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, ha sottolineato come la “bozza rifiutata era fondata sulla filosofia dello scontro (…) Non possiamo accettare questo atteggiamento accusatorio e unilaterale contro Damasco (…) Riteniamo inaccettabile la minaccia di un ultimatum e di sanzioni contro le autorità siriane. Questo approccio va contro il principio di una pacifica soluzione della crisi da raggiungere attraverso un vero dialogo nazionale tra tutte le forze siriane. Le nostre proposte di modifica del testo per sottolineare l’inaccettabilità di un intervento internazionale, basate sui ben noti recenti eventi del Nord Africa, non sono neanche state prese in considerazione. E questo non può che preoccuparci”.

Parole diverse ma identico messaggio, anche nell’intervento di Li Baodong, rappresentante cinese all’Onu: “la Comunità Internazionale dovrebbe garantire assistenza costruttiva per facilitare l’ottenimento degli obiettivi di un processo politico inclusivo in Siria e allo stesso tempo rispettare pienamente la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria”.

Nel testo bocciato nella notte il Consiglio di Sicurezza, dopo aver condannato le presunte violazioni dei diritti umani da parte delle “autorità siriane”, chiedeva a quest’ultime di “cessare immediatamente le violenze e l’uso della forza contro i civili”.

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