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Africa ed Europa, un forum a Taormina si interroga su sviluppo e affari

    di  .  Scritto  il  6 Ottobre 2011  alle  18:57.

Primavera araba, ma anche primavera africana nell’ottica di un rapporto nuovo con l’Europa costruito su binari paralleli e di reciproco vantaggio. Di questa primavera e di temi collegatui all’attualità africana si è parlato oggi a Taormina nella prima giornata del Forum internazionale “Sviluppare le regioni dell’Africa e dell’Europa”.
Promossa dalla Fondazione Banco di Sicilia, in collaborazione con The European House – Ambrosetti, l’iniziativa è partita dalle vicende di più stretta attualità che stanno modificando gli assetti geopolitici del Nord Africa. Mutamenti geopolitici ma anche flussi migratori, crescenti fabbisogni energetici, ruolo del sistema finanziario nella promozione dello sviluppo in Africa, inarrestabile crescita delle metropoli africane: tutti temi, ha detto Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia che interessano e che saranno al centro del dibattito fino a domani.
“In Africa c’è fame di vita – ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio – e in realtà ci sono già state diverse primavere africane. Dopo il 2000 in più paesi c’è stata un’alternanza pacifica di governi e c’è anche stato un interventismo occidentale: la Francia in Costa d’Avorio, la Gran Bretagna in Sierra Leone, gli Stati Uniti in Sud Sudan”. L’Africa appare spesso “disordinata”, ma più che di disordine contagioso, secondo Riccardi, si dovrebbe parlare di agorà e di reti: “Di questo – ha aggiunto – l’Africa ha bisogno oltre che di partner pazienti che facciano maturare le transizioni in corso”.
Dubbi sugli esiti della cosiddetta Primavera araba e in particolare sulla fine del conflitto ancora in corso in Libia e sul dopo-Gheddafi sono stati espressi da Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica ‘Limes’. “In Libia non sappiamo chi comanda né è chiaro chi comanderà” ha detto Caracciolo. “Probabilmente – ha aggiunto – se pure le varie anime dell’opposizione a Gheddafi si doteranno almeno formalmente di un governo unico, si vedono già adesso all’orizzonte posizioni particolari e distinguo sul futuro del paese”.
A margine dei lavori, è stata inoltre presentata la Carta di Taormina, un patto comune Europa-Africa per la crescita basato sulle grandi reti comuni nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni oltre a un analogo piano per i giovani da siglare dal Parlamento europeo. Nella Carta si sono fatte proposte concrete come l’istituzione di “Zone speciali europeo-africane di cooperazione economico-industriale non solo per le imprese, ma anche per progetti comuni che mirino ad attrarre e salvaguardare gli investimenti di aziende europee piccole e grandi”; e la richiesta di una politica europea unitaria per la migrazione e la mobilità.

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