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Camerun: elezioni presidenziali, tra bassa affluenza e morti ancora da comprendere

    di  .  Scritto  il  10 Ottobre 2011  alle  11:24.

È soprattutto la scarsa affluenza degli aventi diritto ad aver segnato le elezioni presidenziali che si sono tenute ieri in Camerun.

Secondo testimonianze raccolte dai media camerunesi, in alcuni seggi della capitale economica del paese Douala alle 17 di ieri non si era presentato ancora alcun elettore, confermando le indicazioni date alla stampa da alcune delle missioni di osservazione elettorale presenti nel paese.

Ieri sette milioni di elettori, degli oltre 19 milioni di cittadini camerunesi, sono stati chiamati a scegliere il nome del nuovo presidente tra 20 candidati.

In realtà la ricerca del sesto mandato consecutivo da parte del presidente Paul Biya, saldamente alla guida del paese dal 1982, lascia poco spazio a soluzioni differenti a una sua riconferma.

A favorire l’astensione dai seggi, spiegano alcuni osservatori, oltre all’esito scontato del voto, anche i ritardi e i problemi logistici registrati in apertura in molti dei 24.000 seggi.

Il principale partito d’opposizione, il Fronte sociale democratico (Fsd, Sdf), ha denunciato disorganizzazione e ritardi come parte di una strategia di brogli messi a punto dal governo per falsare il risultato.

Ancora tutti da comprendere, invece, i due episodi violenti registrati ieri durante il voto.

Il più grave è avvenuto a Bandjoun, nell’ovest del paese, dove un rappresentante del partito Sdf sarebbe stato ucciso da uomini del partito di governo, dopo una discussione esplosa all’interno di un seggio.

Denunciato dal partito d’opposizione, l’omicidio segue di qualche ora la l’uccisione di due poliziotti in un’imboscata nella penisola di Bakassi, una regione settentrionale restituita al Camerun dalla Nigeria nel 2008.

I risultati del voto dovranno essere diffusi dalla Corte suprema entro 15 giorni.

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