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Cile: salta il dialogo col governo, studenti di nuovo in strada

    di  .  Scritto  il  10 Ottobre 2011  alle  10:42.

I vertici della Confederazione degli studenti cileni (Confech) hanno fatto sapere di considerare concluso il tavolo del confronto avviato nei mesi scorsi col governo e hanno indetto nuove giornate di sciopero e manifestazioni in tutto il territorio nazionale per il 18 e 19 ottobre prossimi.

L’annuncio è stato fatto durante la notte, dopo che nel fine settimana il confronto tra studenti e governo è definitivamente saltato e dopo i disordini di venerdì scorso in varie zone del paese, conclusisi con il fermo di 150 studenti coinvolti nei tafferugli avvenuti  tra studenti e forze di polizia.

La presidente della Federazione degli studenti cileni e portavoce della protesta, Camila Vallejo, ha accusato direttamente il governo della fine del dialogo, sottolineando che nell’ultimo incontro l’esecutivo ha “volontariamente avanzato proposte che avevamo respinto già tre mesi fa”.

A sua volta il governo sostiene che il dialogo non ha portato frutti perché il movimento studentesco “ è controllato e diretto dai gruppi più oltranzisti, intransigenti e ideologizzati”, per usare le parole del portavoce Andrés Chadwick.

Il governo ha fatto sapere che non vi saranno nuove proposte agli studenti e che i progetti di Legge sull’educazione presentati, prima dell’avvio del confronto con studenti e professori, proseguiranno il loro iter ufficiale in Parlamento.

Un appello a riallacciare il dialogo, però, è stato lanciato dal presidente del Cile, Sebastián Piñera.

Lo scontro tra studenti e governo prosegue da cinque mesi.

Secondo una specie di referendum informale convocato nel fine settimana per raccogliere il parere dell’opinione pubblica sulla protesta degli studenti, che da Maggio blocca quasi completamente il sistema educativo cileno, la richiesta dei giovani e dei professori di un’educazione pubblica gratuita e di qualità godrebbe del sostegno dell’80% della popolazione.

Il sindacato dei professori ha diffuso nella notte i primi dai del sondaggio, nel quale è  raccolto il parere di oltre un milione di persone (1.016.827 per la precisione, un terzo delle quali attraverso internet), che vedono oltre il 90% degli intervistati esprimere contrarietà al concetto di lucro nell’educazione.

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