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Uganda: petrolio e corruzione, congelati contratti con multinazionali del greggio

    di  .  Scritto  il  13 Ottobre 2011  alle  7:00.

I deputati ugandesi hanno approvato, con un voto sostenuto sia dalla maggioranza che dall’opposizione, il congelamento di qualsiasi nuovo contratto petrolifero nel paese, dopo aver giudicato fondati i sospetti che alcuni dei contratti di attribuzione dei permessi siano stati viziati da episodi di corruzione.

La notizia è stata riportata con grande risalto dai media ugandesi che hanno precisato come i deputati, al termine di un’accesa sessione parlamentare tenuta martedì notte, abbiano anche approvato la sospensione dell’autorizzazione concessa al gruppo inglese Tullow Oil di vendere una parte delle sue partecipazioni per i pozzi ugandesi alla francese Total e alla cinese Cnooc.

Pur non essendo legalmente vincolanti, le mozioni approvate dal Parlamento potrebbero provocare un terremoto politico ed economico.

Nei documenti presentati prima del voto, alcuni deputati hanno chiamato in causa per presunti episodi di corruzione (con mazzette di diversi milioni di euro pagate dalla società inglese Tullow Oil) il primo ministro ugandese Amama Mbabazi, il ministro degli Esteri, Sam Kutesa, il ministro degli Interni ed ex-ministro dell’Energia Hillary Onek. Tutti e tre gli interessati hanno respinto le accuse.

Lo scorso Marzo il governo ugandese e la Tullow Oil avevano negoziato un accordo per mettere fine a un contenzioso fiscale che li vedeva contrapposti da mesi.

L’accordo aveva permesso all’azienda britannica di vendere un terzo delle sue partecipazioni in Uganda a cinesi e francesi e di aprire la strada alla costruzione di una raffineria di 10 miliardi di dollari nella regione del Lago Albert, il bacino di acqua dolce che segna parte del confine con la Repubblica democratica del Congo e sotto le cui acque si troverebbero i giacimento di greggio congo-ugandesi.

Le riserve ugandesi di petrolio sono stimate in 2,5 miliardi di barili.

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