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Spagna: Eta abbandona la lotta armata, “si apre nuova era politica”

    di  .  Scritto  il  21 Ottobre 2011  alle  10:09.

La “cessazione definitiva delle attività armate” è stata annunciata, senza porre alcuna condizione, ieri dall’Eta, il movimento separatista basco attivo in Spagna da 43 anni e ritenuto responsabile di numerosi atti violenti che hanno provocato, secondo i bilanci ufficiali spagnoli, 829 vittime.

Con una notta scritta (leggi il Pdf) e un video (guarda) diffusi dalle edizioni digitali dei quotidiani Gara e Berria, e con dichiarazioni analoghe rilasciate successivamente a grandi media internazionali, dopo aver annunciato la fine della lotta armata si invita il governo spagnolo e quello francese ad avviare un “dialogo diretto” per risolvere le “conseguenze del conflitto”.

Il comunicato e il video, nel quale appaiono tre uomini incappucciati seduti ad un tavolo, è stato diffuso a un mese esatto dalle elezioni che si terranno in Spagna il 20 Novembre prossimo e risponde alla richiesta che Lunedì scorso era stato rivolta al gruppo armato basco dai partecipanti alla conferenza di San Sebastian.

Nella nota, l’Eta considera la Conferenza internazionale di San Sebastian come “un’iniziativa di gran significato politico (…) e che la risoluzione emersa dall’incontro riunisce tutti gli ingredienti per una soluzione integrale del conflitto e conta sull’appoggio di ampi settori della comunità basca e della comunità internazionale”.

Eta sottolinea quindi che in “Euskal Herria (i paesi baschi, ndr) si sta aprendo una nuova era politica”, sottolineando come il paese si trova di fronte a “un’opportunità storica per dare una soluzione giusta e democratica a un conflitto politico secolare”.

“Tuttavia – sottolinea oggi il principale quotidiano spagnolo ‘El Pais’ – nella sua nota l’Eta invia un messaggio chiaro: non diventeremo i tutori politici di nessuno, ma ci occuperemo solo del futuro dei detenuti della nostra organizzazione”.

Il quotidiano spagnolo evidenzia inoltre come nella nota l’Eta annuncia la fine della lotta armata, ma non la dissoluzione del movimento.

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