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Germania: da Istanbul, un treno speciale per ricordare 50 anni di migrazione

    di  .  Scritto  il  28 Ottobre 2011  alle  8:17.

Un mare di bandiere rosse con la mezzaluna e la stella bianca ha accompagnato ieri sera la partenza dalla stazione di Sirkeci, ad Istanbul, di un treno speciale diretto a Monaco di Baviera.

A bordo, decine di cittadini turchi ormai pensionati che già 50 anni fa avevano percorso lo stesso tragitto, dalla Turchia verso la Germania per cercare lavoro.

Quest’anno si celebra infatti il cinquantesimo anniversario della firma degli ‘accordi per il reclutamento di manodopera’ tra la Repubblica federale tedesca e la Turchia, sulla base del quale tra il 1961 e il 1973 arrivarono tra i 500.000 ed i 750.000 cittadini turchi in Germania.

Il treno arriverà a Monaco di Baviera il 30 ottobre, esattamente 50 anni dopo la firma a Bad Godesberg dell’accordo bilaterale turco-tedesco che regolava il soggiorno in Germania dei lavoratori turchi, assunti dalle aziende tedesche come ‘Gastarbeiter’ (letteralmente, lavoratori ospiti).

La Germania ha firmato gli ‘accordi per il reclutamento di manodopera’ anche con l’Italia nel 1955, con la Grecia e la Spagna nel 1960, con il Marocco nel 1963, con il Portogallo nel 1964, con la Tunisia nel 1965 e con la Jugoslavia nel 1968.

“Io sono sempre stata curiosa – ha raccontato all’agenzia di stampa tedesca ‘dpa’ Filiz Taskin, che aveva studiato ad Istanbul per diventare sarta ed una volta arrivata in Germania ha lavorato alla catena di montaggio nell’impianto di Monaco della ditta di elettronica Telefunken – Ma a 18 anni quello che cercavo in realtà era una nuova vita, in un paese dove la povertà non fosse così diffusa come in Turchia”.

İbrahim Yorgun fu tra i primi ad arrivare in Baviera, nel 1961, e racconta al quotidiano turco ‘Zaman’: “A quel tempo, noi arrivammo come semplici lavoratori, operai o muratori, spesso costretti a dover accettare incarichi umili e condizioni d lavoro estreme. Oggi, uno dei miei figli è diventato avvocato, mentre un altro è medico”.
Soprattutto all’inizio è stata difficile, ricorda sempre İbrahim: “Non conoscevamo nulla della cultura tedesca, nè tantomeno la società, figuriamoci se sapevamo parlare tedesco: se dovevamo comprare qualcosa, prendevamo il negoziante per un braccio e gli indicavamo che cosa volevamo. Poi, non è che avessimo tanti soldi, le paghe erano basse e la maggior parte dei soldi li mettevamo da parte per mandarli alle nostre famiglie rimaste in Turchia, e quindi quel che mangiavamo erano patate, pane, pasta ed uova, nient’altro”.

Oggi è diverso, ma la questione dell’appartenenza – soprattutto tra i ragazzi di seconda e terza generazione – resta un argomento spinoso.

Kutlu Yurtseven è nato 35 anni fa a Colonia da genitori immigrati in Germania come ‘Gastarbeiter’ e spiega al quotidiano ‘Kölner Stadt-Anzeiger’ che “Resta la sensazione di essere diverso: non sei tedesco, perché a scuola i tuoi compagni di classe ti trattano in un modo diverso; ma allo stesso tempo non sei neanche turco, perché quando torni in Turchia per andare a trovare i parenti ti accorgi di aver preso determinati atteggiamenti e comportamenti tipicamente tedeschi, mentre della cultura turca non riconosci quasi nulla”.

I primi cittadini turchi accettarono di andare in Germania soprattutto per motivi economici, ha ricordato ieri alla partenza del treno speciale il ministro turco per l’Integrazione nell’Unione Europea (UE) Egeman Bagis; poi, i due paesi siglarono una serie di accordi per consentire il ricongiungimento familiare e garantire ai lavoratori turchi di restare anche dopo la fine del contratto di lavoro come ‘Gastarbeiter’.

Oggi sono oltre tre milioni le persone di origine turca che vivono in Germania.

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