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Premio Sakharov, vincono cinque attivisti arabi

    di  .  Scritto  il  28 Ottobre 2011  alle  8:03.

Il Parlamento europeo ha deciso di omaggiare col premio Sakharov per la libertà di pensiero la cosiddetta ‘primavera araba’.

Cinque attivisti sono stati scelti per rappresentare i popoli che si sono ribellati, durante l’anno, alle dittature dei propri paesi. Tra i vincitori spicca il nome del tunisino Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco per protesta e la cui morte accese le proteste dei giovani in tutto il mondo arabo e nordafricano.

Insieme a lui, riceveranno il premio Asmaa Mahfoud, leader della lotta egiziana in piazza Tahrir contro la dittatura di Hosni Mubarak; Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi, ribelle libico; l’avvocato Razan Zaitouneh e il caricaturista Ali Farzat, entrambi siriani.

I vincitori sono stati nominati all’Eurocamera dai gruppi Popolare, Socalista, Democratico, Liberale e I Verdi.

Gli altri finalisti del premio sono stati Dzmittry Bandarenka, attivista civile bielorusso membro dell’Associazione Bielorussa dei Giornalisti; e la comunità di Paz San José de Apartadó, fondata da contadini colombiani.

Bandarenka è uno dei promotori dell’iniziativa per i diritti civili Charter 97, e coordina la campagna europea bielorussa che vorrebbe la Bielorussia stato membro dell’UE. È stato nominato dal gruppo dei conservatori e dei Riformisti Europei.

La comunità di Paz San José de Apartadó lotta por porre fine alle violenze in un paese dilaniato dai duri conflitti armati. La sua nomina è stata proposta dal Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea e dalla Sinistra Verde Nordica.

Il premio Sakharov per la libertà di pensiero riceve il suo nome dal fisico e dissidente politico sovietico Andrei Sakharov. Esso viene consegnato annualmente dal 1988 dal Parlamento Europeo a individui o organizzazioni che abbiano dato un notevole contributo alla lotta in favore dei diritti umani e della democrazia.

Il dissidente cubano Guillermo Fariñas ottenne l’onorificenza nel 2010. Tra i vincitori delle edizioni precedenti figurano Nelson Mandela (1988), Aung Sang Suu Kyi (1990), e l’ONU, rappresentata dal suo Segretario Generale Kofi Annan (2003).

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