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Nicaragua: elezioni, primi dati confermano vantaggio per presidente uscente Ortega

    di  .  Scritto  il  7 Novembre 2011  alle  9:14.

Confermano il grande vantaggio del presidente uscente Daniel Ortega, del Fronte sandinista di liberazione nazionale (Fsln), i primi dati ufficiali diffusi nella notte dalla Commissione elettorale.

Secondo le cifre, relative al  6,76 % dei voti, Ortega è in testa col 66,43% delle preferenze, seguito con il 25,52% da  Fabio Gadea, leader del Partito liberale indipendentista (Pli), e dall’ex presidente Arnaldo Alemàn del Partito liberale costituzionalista (Plc) con un 7,10 %.

Gli altri due candidati, Enrique Quinonez di Alleanza liberale nicaraguense (Aln) e Roger Guevara di Alleanza per la Republica (Apre), non andrebbero oltre il 3%.

Se le percentuali verranno confermate anche nel prosieguo dello spoglio, Ortega si garantirebbe la presidenza della Repubblica al primo turno.

Il sistema elettorale prevede un’elezione a doppio turno, ma il presidente viene eletto subito se ottiene il 35% dei consensi e un vantaggio di almeno cinque punti sul secondo candidato più votato.

La diffusione dei primi dati, e soprattutto il grande vantaggio (oltre 40 punti percentuali) di Ortega sul suo principale avversario Gadea, ha spinto nella notte migliaia di sostenitori del presidente uscente a scendere in strada per festeggiare quella che già considerano una vittoria conclamata.

Secondo la commissione elettorale l’affluenza al voto è stata altissima.

Sulla base di proiezioni degli stessi organismi elettorali, sarebbero stati quasi tre milioni (su tre milioni e 300.000 aventi diritto) i nicaraguensi che ieri si sono recati nei quasi 13.000 seggi allestiti in tutto il paese per eleggere il presidente e il vice-presidente della Repubblica, 90 deputati dell’Assemblea nazionale e 20 del Parlamento centroamericano.

A controllare la correttezza del voto, che ha fatto registrare solo alcuni limitati incidenti, sono presenti in Nicaragua circa 200 osservatori internazionali, a cominciare da quelli inviati dall’Unione Europea (Ue) e dall’ Organizzazione degli Stati americani (Osa).

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