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Botswana: contro l’aids, depenalizzare omosessualità e prostituzione

    di  .  Scritto  il  9 Novembre 2011  alle  12:07.

Depenalizzare l’omosessualità e i lavori sessuali per contribuire alla lotta contro la diffusione dell’aids e delle malattie sessualmente trasmissibili: è il dibattito in corso in Botswana in seguito alle dichiarazioni rilasciate a distanza di una settimana dall’ex presidente della Repubblica Festus Mogae, oggi a capo della Consiglio nazionale per la lotta all’aids.

Contro la malattia, che secondo l’ex presidente Festus Mogae minaccia “di annichilire” il Botswana e che nel paese dell’Africa australe colpisce ben un abitante su quattro, è necessario “trovare soluzioni volte a risolvere a monte il problema della diffusione dell’aids, anziché concentrare tutte le risorse sulle cure e i trattamenti medici di chi è già affetto”.

Benché il tasso di diffusione dell’aids tra la popolazione adulta del Botswana sia diminuito dal 39% del 2001 al 25% del 2010, grazie soprattutto ad un programma che garantiva il trattamento a base di farmaci antiretrovirali a chi fosse affetto dalla malattia, tra la popolazione non è ancora diffusa una piena consapevolezza della dimensione complessiva del problema.

Mogae aveva già suscitato un’ampia discussione quando aveva rilasciato un’intervista sul quotidiano nazionale ‘Mmgi’ in cui sosteneva: “non capisco l’omosessualità, ma i gay vanno considerati come tutti gli altri cittadini e per proteggerli dall’aids dobbiamo aiutarli a prevenire e a prendere precauzioni: non credo che li si aiuti chiudendoli in carcere”.

Peraltro, ha aggiunto Mogae, “in Botswana, benché non esistano dati ufficiali, le carceri sono una delle principali sorgenti dell’infezione”.

Altra importante fonte di diffusione è tra le lavoratrici del sesso, la cui attività è vietata dalla legge ma al tempo stesso estremamente diffusa soprattutto lungo le autostrade che attraversano il paese collegando il Sudafrica al nord del continente.

“Decriminalizzare il lavoro sessuale non significa incoraggiarlo – ha detto Mogae durante un congresso del Partito Democratico, di cui fa parte – ma piuttosto aprire la strada a politiche che garantiscano e proteggano chi è stato costretto in questo commercio”.

Legalizzare la prostituzione e depenalizzare l’omosessualità, inoltre, consentirebbe alla polizia di concentrarsi su altri reati, piuttosto che rincorrere adulti che hanno rapporti sessuali consenzienti.

In un paese tradizionalmente religioso e conservatore come il Botswana, proposte simili hanno però immediatamente trovato l’opposizione della Chiesa cattolica, il cui portavoce ha scritto una lettera pubblicata sul ‘Mmegi’: “Il sesso, secondo i valori cristiani, deve rispettare sempre il suo duplice significato unitivo e procreativo, e deve essere praticato solo nell’ambito del matrimonio eterosessuale”.

Nel frattempo, però, anche la principale formazione politica d’opposizione del paese, il Fronte nazionale del Botswana, si è dichiarato d’accordo con le proposte di Mogae e il suo leader Botsane Ntuane ha spiegato di essere pronto a votare un eventuale provvedimento volto a depenalizzare questo tipo di reati: “Per combattere effettivamente questo flagello che è l’aids dobbiamo prima di tutto avere la consapevolezza che il comportamento sessuale non può essere giudicato sulla base del codice penale, altrimenti non interromperemo mai quello che è diventato un circolo vizioso”.

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