Socialize

Germania: inaugurato Nord Stream, il gas russo arriva in Europa

    di  .  Scritto  il  9 Novembre 2011  alle  7:00.

Dopo poco più di due mesi, il metano siberiano trasportato attraverso il gasdotto Nord Stream è arrivato ieri nella cittadina tedesca di Lubmin, sul mar Baltico, dove ad aprire i rubinetti della rete del gas naturale europea c’erano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il primo ministro russo Dimitrij Medvedev.

Ad azionare l’immissione del gas nelle condotte di Nord Stream a Vyborg, nel territorio russo della Carelia nei pressi di San Pietroburgo erano stati, invece, lo scorso 6 settembre il presidente Vladimir Putin e Gerhard Schöder, ex cancelliere tedesco e dalla fine del suo mandato politico presidente del consorzio che si è occupato della costruzione del gasdotto.

Nella cittadina tedesca dove terminano le condutture di Nord Stream, alla cerimonia di inaugurazione, erano presenti anche il primo ministro francese, François Fillon, il collega olandese Mark Rutte e il commissario europeo all’Energia, il tedesco Gunther Oettinger. Francia e Olanda sono infatti gli altri due partner, insieme a Germania e Russia, che aderiscono al consorzio, diviso tra Gazprom, le tedesche Wintershall e E.On Ruhrgas, l’olandese Gasunie e la francese Gdf Suez.

I media russi sottolineano con enfasi l’importanza strategica del progetto, che “garantirà la stabilità e la sicurezza energetica dell’Europa” come ha scritto l’agenzia di stampa Ria Novosti, mentre il quotidiano di Mosca ‘Rossijskaja Gazeta’, considerato molto vicino al Cremlino, azzardando un paragone con lo zar Pietro il Grande che aveva costruito nel 1703 la città di San Pietroburgo sul mar Baltico e garantito alla Russia una maggiore apertura verso l’Europa, esordisce “la Russia ha finalmente anche una finestra di gas attraverso la quale guardare all’Europa”.

Passando per il fondo del mar Baltico, dalla regione di Leningrado fino alle coste settentrionali tedesche, il gasdotto Nord Stream è lungo 1.224 chilometri e ha finora una capacità di trasporto di 27,5 miliardi di metri cubi all’anno, che diventeranno 55 con la costruzione di una seconda linea, prevista per l’autunno dall’anno prossimo.

Il monopolio russo Gazprom ha già siglato contratti di fornitura a lungo termine con diversi Paesi europei, tra i quali Germania, Danimarca, Belgio, Olanda, Francia e Gran Bretagna. In attesa che comincino i lavori del gasdotto South Stream che dovrebbe collegare invece la Russia all’Europa meridionale passando attraverso il mar Nero, sempre con l’obiettivo di ridurre i volumi di gas russo – finora pari a circa l’80% – esportato in Europa attraverso l’Ucraina.

Ma mentre i media russi esaltano il valore strategico di Nord Stream, i quotidiani tedeschi s’interrogano piuttosto sulle conseguenze ambientali e politiche del gasdotto e soprattutto sull’effettivo ritorno economico del progetto multimiliardario.

In un approfondito reportage mandato in onda dall’emittente pubblica tedesca Ard, viene infatti evidenziato che se i problemi di consegna del gas russo verso i Paesi europei dovrebbero essere stati risolti bypassando l’Ucraina, non mancano invece le critiche nei confronti dell’ex cancelliere Schöder che viene da più parti accusato di non prendere in giusta considerazione le violazioni ai diritti umani portate avanti dal governo russo, mentre numerosi gruppi ambientalisti giudicano insufficienti gli studi di fattibilità ambientali e ritengono il gasdotto estremamente pericoloso per i Paesi che si affacciano sul mar Baltico.

Sulla sostenibilità finanziaria del progetto, si è invece espresso il quotidiano economico tedesco ‘Handelsblatt’, secondo il quale i prezzi sul mercato internazionale del gas erano molto diversi rispetto ad oggi quando è cominciata la costruzione del gasdotto: “Nel 2005 si temeva una carenza di offerta di gas nel mondo; oggi al contrario esiste un eccesso di offerta, dovuto anche all’introduzione di nuovi metodi di sfruttamento e di conseguenza il prezzo si è ridotto di circa il 40-50% rispetto a sei anni fa, ponendo seri dubbi sull’effettivo rendimento del progetto”.

Nel frattempo i lavori per terminare la seconda conduttura del gasdotto sono in corso, mentre i quattro Paesi del consorzio hanno già in progetto di costruire la terza.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *