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Unesco: Palestina, sottoscrizione pubblica per coprire tagli di Washington

    di  .  Scritto  il  11 Novembre 2011  alle  9:35.

Una sottoscrizione pubblica, aperta anche ai singoli cittadini di ogni angolo del pianeta, oltre che alle istituzioni, è stata lanciata dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) per coprire il buco di bilancio creatosi dopo la sospensione da parte degli Stati Uniti dei fondi dovuti all’agenzia dell’Onu, dopo che questa ha accolto, il 31 Ottobre scorso, la Palestina come suo membro.

Lo ha annunciato il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova ieri sera chiudendo la sessione della Conferenza Generale dell’organismo, passata alla storia per l’ingresso della Palestina come paese membro.

In una nota, l’agenzia dell’Onu spiega che la decisione degli Stati Uniti ha lasciato le casse dell’Unesco con un ammanco di cassa immediato di 65 milioni di dollari per il 2011 e un taglio ulteriore del 22% del suo budget (653 milioni di dollari) per il biennio 2012-2013.

Alla decisione Usa si è aggiunta poi quella di Israele che ha trattenuto il suo contributo di 1,5 milioni di dollari (lo 0,3% del budget Unesco) per il 2012-2013.

“Tuttavia – sottolinea una nota dell’Unesco – la decisione statunitense ha stimolato una dimostrazione di sostegno all’Unesco senza precedenti nella storia da parte di singoli individui, associazioni e istituzioni private da ogni angolo del pianeta”.

Da questa esplicita affermazione di sostegno popolare alla decisione presa dall’Unesco è nata l’idea di lanciare un Fondo aperto a tutti i donatori, da Stati Membri a istituzioni pubbliche, fondazione e individui.

Il governo del Gabon è stato il primo a partecipare al fondo annunciando uno stanziamento immediato di 2 milioni di dollari.

I singoli cittadini e le associazioni potranno effettuare le loro donazioni al sito internet www.unesco.org/donate.

Per coprire la falla apertasi con la decisione statunitense, il direttore generale dell’unesco ha anche chiesto agli Stati Membri di raddoppiare il Fondo operativo, di pagare le quote previste il prima possibile, e un’ottimizzazione dei costi delle attività in corso.

Proprio per questo, si sottolinea nella nota, l’Unesco ha deciso di interrompere temporaneamente alcune delle sue attività.

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