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Guantanamo: ovvero il carcere più caro del mondo

    di  .  Scritto  il  16 Novembre 2011  alle  22:10.

Il carcere di Guantanamo non è solo un rompicapo diplomatico e politico per l’Amministrazione Obama, ma anche uno spreco di denaro.

A evidenziarlo un interessante e approfondito reportage comparso ieri sulle pagine del quotidiano spagnolo ‘El Pais’, nel quale si precisa che il centro di detenzione preventiva, quasi vuoto, ospita ormai solamente 171 detenuti.

Ognuno di essi costa ai contribuenti statunitensi 800.000 dollari l’anno.

In totale, mantenere a Guantanamo i presunti terroristi, costa ogni anno agli Stati Uniti ben 137 milioni di dollari, cifra considerevole in un contesto in cui il Congresso sta tentando di tagliare 1,5 miliardi di dollari dalla spesa pubblica. Guantanamo è il carcere più caro del mondo.

Nei quasi dieci anni di vita del carcere, nell’omonima base militare sull’isola di Cuba, il Pentagono si è sempre prodigato nel lavare l’immagine del centro da abusi e torture inflitti ai prigionieri.

La stragrande maggioranza dei 779 detenuti che affollavano le sue celle è stata trasferita da tempo o rimessa in libertà.

Dall’interessantissimo reportage di David Alandete (clicca per leggere l’originale) si legge:

“A pochi metri dalla struttura base di Guantanamo si erge Camp X-Ray, carcere d’infausta memoria. Oggi è più un museo, i resti di un lager disumano. Fu operativo solo 90 giorni, nel 2002. Ma furono 90 giorni di immagini che girarono il mondo, inorridendo chiunque. Il 6 gennaio del 2002 l’allora segretario della Difesa Donald Rumsfeld, ordinò al generale di brigata Michael Lehnert di costruire un centro di massima sicurezza dentro la base navale di Guantanamo. Gli diede 96 ore di tempo, da lì a cinque giorni sarebbero arrivati 20 prigionieri, sospettati di essere terroristi di Al Qaeda in Afghanistan. Con ciò che aveva a disposizione, Lehnert costruì Camp X-Ray.

È un canile, non c’è altro modo di descriverlo: celle di calcestruzzo all’aria aperta, sbarre, metallo e cemento.

Qui nel 2002 venivano ammassati i detenuti, legati, inginocchiati, con gli occhi bendati e le orecchie tappate, totalmente privati dei sensi, senza sapere dove si trovassero. Indossavano tute di colore arancione, le stesse che nei paesi arabi indossano i condannati a morte.

Oggi, chi ha la possibilità di visitare questa prigione apparentemente spopolata, legge in ogni angolo un nuovo slogan: “Sicura, umana, legale, trasparente”. Quello che prima si conosceva come Camp Delta, il carcere della base militare, è ora diviso in sei penitenziari differenti. Tre di essi sono vuoti, ma restano operativi. Camp 4 ospita i prigionieri che hanno una buona condotta. Li si identifica poiché sono vestiti di bianco. Li si vede giocare spesso a calcio nel cortile esterno. Camp 5 è il carcere di massima sicurezza. Lì s’incontrano, isolati e vestiti con tute di colore arancione, i prigionieri più pericolosi, come il presunto ideatore degli attentati contro Washington e New York del 2001, Khaled Sheikh Mohammed.

Complessivamente lavorano 1.300 persone nel complesso carcerario. Non sono solo soldati. Ci sono anche interpreti, cuochi, assistenti sociali, medici e psichiatri. I soldati controllano i prigionieri ogni tre minuti, come minimo. I detenuti isolati nel Camp 5 vengono osservati 24 ore su 24. Lo stipendio medio di un ufficiale della marina di stanza a Guantanamo è di circa 2.900 dollari. Ma qui a Cuba, a differenza dell’Afghanistan, i soldati non rischiano la vita”.

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