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Onu: diminuiscono morti e contagio, 2011 anno di svolta nella lotta all’Aids

    di  .  Scritto  il  21 Novembre 2011  alle  10:46.

Un anno di svolta: così viene definito il 2011 nel nuovo rapporto sulla diffusione dell’Aids/Sida (Sindrome da immunodeficienza acquisita) nel mondo realizzato dall’apposito programma delle Nazioni Unite, noto con l’acronimo inglese Unaids.

Nella presentazione del rapporto, i responsabili hanno sottolineato come il 2011 “abbia cambiato le regole del gioco nella risposta all’Aids sia in termini di progressi scientifici, che a livello politico e di risultati”.

Il documento sostiene poi che le nuove infezioni del Virus Hiv, responsabile della malattia, e le morti riconducibili all’Aids siano scese ai livelli più bassi da quando l’epidemia ha raggiunto il suo picco.

Dal 1997 ad oggi le nuove infezioni si sono ridotte del 27%, mentre le morti negli ultimi sei anni sono scese del 21%.

“Anche in un momento molto difficile per l’economia, i paesi stanno ottenendo risultati nella risposta all’Aids. Soprattutto abbiamo registrato un massiccio aumento nell’accesso dei malati alle cure per l’Hiv” ha detto Michel Sidibé, direttore esecutivo di Unaids, presentando i dati stamani a Ginevra.

Secondo le stime dell’organismo Onu, il 47% (6,6 millioni) degli oltre 14 milioni di malati che avrebbero diritto alle cure nei paesi a basso e medio reddito sono riusciti ad accedere a programmi di medicinali anti-retrovirali (Arv, che migliorano la qualità di vita dei malati e rallentano il decorso della malattia, pur non curandola) durante il 2010.

Gli ultimi dati globali diffusi da Unaids ritengono che al mondo vi siano, secondo le stime aggiornate al 2010, 34 milioni di persone che vivono con il virus dell’Hiv, 2,7 milioni di nuove infezioni si sarebbero registrate lo scorso anno e 1,8 milioni di persone sono morte per cause riconducibili all’Aids sempre nel 2010.

Se si stima che i medicinali antiretrovirali abbiano salvato la vita a 2,5 milioni di persone negli ultimi 15 anni, le politiche di informazione e prevenzione hanno contribuito a evitare nuovi casi: in Africa sub-sahariana, la zona del Pianeta col più alto tasso di diffusione del virus, le nuove infezioni sono diminuite del 26% rispetto alla fine degli Anni ’90, quando la malattia raggiunse il suo apice di diffusione; percentuale che sale a quasi il 35% in Sudafrica, il paese al mondo col maggior numero di nuove infezioni.

Riduzioni del 30% anche nei Caraibi, del 40% nel Sud e Sud est asiatico e del 56% in India.

Il numero di nuove infezioni continua a crescere, invece, in Europa Orientale, in Asia Centrale, in Oceania, Medio Oriente e Nord Africa, mentre resta stabile nelle altre zone del Pianeta.

Più attenti comportamenti sessuali, maggior utilizzo dei preservativi e di pratiche quali la circoncisione sono identificati come elementi che hanno contribuito all’abbattimento delle nuove infezioni in molte zone del pianeta.

(Leggi la sintesi ufficiale in inglese)

(Scarica il rapporto completo in Pdf)

 

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