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Egitto: al voto in un clima di incertezza, decisivo il fattore affluenza

    di  .  Scritto  il  28 Novembre 2011  alle  11:39.

Si vota e si protesta. Al Cairo, Alessandria e in altre importanti città egiziane si è aperta oggi la prima tornata delle elezioni legislative. Ma ancora ieri, a piazza Tahrir, come in altre località del paese, migliaia di giovani hanno manifestato contro la giunta militare che sta guidando la transizione. In giovani chiedono le dimissioni del Supremo consiglio delle forze armate, del governo sua diretta emanazione e la formazione di un esecutivo di salvezza nazionale.

Ma non tutto il paese è sceso in piazza e non tutti i partiti stanno sostenendo la protesta. A partire dai partiti salafiti e dai Fratelli musulmani entrambi certi di poter ottenere alle urne una netta affermazione. L’onda lunga islamica, già evidente alle elezioni in Tunisia e più di recente in Marocco, in Egitto affronta diverse variabili, non ultima una tradizione politica più radicata delle forze laiche e la presenza di una minoranza cristiana. Ciononostante, le forze di ispirazione islamica ritengono di avere in mano le chiavi del successo e hanno esercitato pressioni sui militari per ch’è l’appuntamento con il voto venisse rispettato.

Quelle di oggi sono comunque la prima fase di un più complesso calendario elettorale che prevede ulteriori tappe il 14 dicembre e il 3 gennaio, seguite da eventuali ballottaggi. Decisiva, secondo molti osservatori, sarà l’affluenza alle urne: più bassa sarà, più alte saranno le probabilità di successo dei partiti islamici.

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