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Egitto: voto disordinato e pacifico, in attesa del nuovo governo

    di  .  Scritto  il  29 Novembre 2011  alle  7:00.

Disorganizzate ma pacifiche. E già questa è una notizia visto che fino a qualche ora prima piazza Tahrir era una bolgia di gente che chiedeva le dimissioni della giunta militare al potere dalle dimissioni di Hosni Mubarak, lo scorso febbraio. Se l’affluenza alle urne era poi uno dei fattori tenuti più in considerazione dagli osservatori, le lunghe file ai seggi un messaggio l’hanno inviato. Gli egiziani sono andati a votare, hanno sopportato anche ore di code ed evidente è stata anche la partecipazione femminile.

Certo, si votava nelle grandi città (Cairo, Alessandria, Luxor), ma ad essere chiamati a dare la loro preferenza erano circa 17 milioni di elettori su un totale di 40 milioni. Il voto per l’Assemblea del Popolo si concluderà l’11 gennaio e i risultati definitivi saranno diffusi due giorni dopo. Sarà quindi la volta della Shura, fino all’11 marzo. Ad aprile si svolgeranno infine le elezioni presidenziali.

Un processo lungo con una serie di questioni ancora aperte. La prima, l’assenza di un governo dopo le dimissioni di quello guidato da Essam Sharaf, dovrebbe essere risolto giovedì. Quel giorno è infatti previsto l’insediamento dell’esecutivo di Kamal al-Ganzoury. Al-Ganzoury – che ieri ha incontrato il vero leader di questa fase politica egiziana, il generale Mohamed Hussein Tantawi – ha fatto già una promessa molto elettorale: la creazione di 500.000 posti di lavoro.

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