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Iran: nuove sanzioni dall’UE, ma non è ancora embargo petrolifero

    di  .  Scritto  il  2 Dicembre 2011  alle  6:58.

L’Unione Europea (UE) ha concordato una nuova serie di sanzioni contro l’Iran, nell’ennesimo tentativo di costringere il Governo di Teheran a porre fine al programma di sviluppo nucleare che condurrebbe il paese alla costruzione di una bomba atomica.

Le nuove sanzioni colpiranno 143 compagnie e organizzazioni iraniane, i cui beni rimarranno congelati in seno all’Unione, e 37 persone, cui non sarà concesso il visto d’ingresso nei Ventisette. Misure più ambiziose, come l’imposizione di un embargo sul petrolio, saranno esaminate più in avanti a causa dei gravi danni che potrebbero subire alcuni soci comunitari.

Dobbiamo aumentare la pressione sull’Iran e forzare l’isolamento dal suo settore finanziario”, ha dichiarato William Hague, ministro degli Esteri britannico, non appena giunto alla riunione di giovedì mattina dei ministri degli Esteri dell’Unione a Bruxelles. La questione era da tempo sul tavolo.

Altri ministri hanno condiviso l’idea di togliere ossigeno finanziario all’Iran, ma la cosa è risultata più complicata del previsto. Ne è prova il fatto di applicare sanzioni a 180 persone fisiche e giuridiche, lasciando fuori dalla lista la Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran e l’industria del petrolio, la principale fonte di risorse del paese.

Tale misura si rivelerebbe un autogoal per gli europei, oltre che per alcuni vicini (Armenia e Azerbaigian), senza parlare della Cina, il più grande cliente del petrolio iraniano.

In Europa, la Grecia, che riceve il 14% del petrolio dall’Iran, risulterebbe lo stato più danneggiato anche perché lo acquista a credito. Nel 2010 l’Unione Europea coprì a malapena il 6% del suo fabbisogno di petrolio con il greggio iraniano. I clienti comunitari più importanti sono l’Italia, la Spagna, il Belgio e la Grecia, secondo i dati gestiti dalla Commissione.

In tale contesto, i ministri hanno convenuto di “analizzare, insieme agli altri partner internazionali, l’imposizione di nuove sanzioni che possono fortemente influenzare i settori finanziari, dei trasporti e dell’energia”.

Il consiglio dei ministri degli Esteri si riunirà nuovamente entro la fine di gennaio 2012.

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