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Egitto: ecco i risultati, Fratelli musulmani al 40%, exploit dei salafiti

    di  .  Scritto  il  5 Dicembre 2011  alle  7:00.

Al partito Libertà e giustizia dei Fratelli musulmani il 40% delle preferenze, ai salafiti di al-Nour (La Luce) il 20%, ai liberali di Blocco egiziano il 15%. Dietro ci sono il Wafd (6%) e gli islamici moderati del partito Wasat (4%). Questi i primi risultati diffusi ieri dall’Alta commissione elettorale e relativi alla prima tornata delle elezioni legislative tenutesi lo scorso 28 novembre. Confermate dunque le stime dei giorni scorsi e l’exploit dei salafiti che sono andati ben oltre le aspettative della vigilia diventando la seconda forza politica egiziana.

Su 17.522.000 elettori i voti validi sono stati 9.734.513 mentre 612.713 sono stati considerati nulli: il tasso di affluenza è stato del 59,1% con punte del 70% a Port Said, il governatorato con il più alto numero di persone che si sono recate alle urne. Percentuali alte anche ad Alessandria (67,6%) e Damietta (66,3%). Al Cairo si è presentato il 61,7 degli aventi diritto. La percentuale più bassa è stata registrata a Fayoum, 51,6%.

A invitare i futuri governanti dell’Egitto a rispettare l’accordo di pace in vigore con Israele è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Speriamo che chiunque vada al governo riconosca l’importanza di mantenere il trattato di pace anche come base di sicurezza regionale e stabilità economica”.

In palio in questa tornata c’erano 168 seggi. Previste in tre turni, 28 novembre appunto, 14 dicembre e 3 gennaio, le elezioni per la camera dei deputati proseguiranno con i ballottaggi nel caso in cui i candidati non raggiungessero un numero di voti necessario per passare al primo turno. Le elezioni per il Consiglio della Shura (Senato) inizieranno il 29 gennaio e termineranno l’11 marzo 2012. Ad aprile si procederà con quelle per l’Assemblea del popolo.

Una volta completate le elezioni, il parlamento dovrebbe costituire un gruppo di lavoro di un centinaio di persone incaricato di redigere una nuova Costituzione. Intanto, il governo di transizione continuerà ad essere gestito da un primo ministro nominato dal Supremo consiglio delle forze armate. Kamal al-Ghanzouri, designato al posto del dimissionario Essam Sharaf, dovrebbe formare il suo governo entro mercoledì.

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