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Cile: una nuova indagine sulla morte di Pablo Neruda?

    di  .  Scritto  il  7 Dicembre 2011  alle  7:00.

La riesumazione dei resti del poeta Pablo Neruda è stata chiesta alla magistratura dal Partito Comunista cileno sulla base dell’ipotesi che sia stato avvelenato.

Il membro del partito Juan Andres Lagos ha detto che la richiesta verrà esaminata dal giudice Mario Carroza, che sta indagando sulle presunte morti causate dagli abusi durante la dittatura di Augusto Pinochet, dal 1973 al 1990.

Manuel Araya, assistente e autista personale di Neruda, nei mesi scorsi ha raccontato ai giornalisti, che lui e la moglie di Neruda ricevettero una telefonata del poeta nel giorno della sua morte dall’ospedale dov’era in cura per il cancro alla prostata all’ultimo stadio di cui soffriva.

Araya riporta che Neruda gli disse “vieni presto, perchè mentre dormivo un dottore è entrato e mi ha fatto un’iniezione”.

Araya sostiene di aver ricevuto la chiamata mentre lui e la moglie di Neruda si trovavano alla casa al mare del poeta nella Isla Negra, dove la coppia aveva trasferito le proprie cose prima di progettare il viaggio in Messico e l’esilio.

Il poeta 69enne, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1971, morì il 23 settembre del 1973 nella clinica di Santa Maria a Santiago.

Neruda morì 12 giorni dopo il colpo militare che portò rapidamente Pinochet al potere e fece cadere il Presidente socialista Salvador Allende, amico del poeta.

Il Partito Comunista, di cui faceva parte Neruda, chiede che i suoi resti vengano riesumati sulla base del racconto di Araya.

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