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Malaria: diminuiscono i morti, ma progressi restano “fragili”

    di  .  Scritto  il  14 Dicembre 2011  alle  7:00.

È diminuito del 25% in 10 anni il tasso di mortalità della malaria nel mondo: lo riferisce l’ultimo rapporto globale sulla malattia diffuso dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms/Who), nel quale si precisa che la riduzione di un quarto dei decessi globali è legata all’accelerazione delle misure di prevenzione e controllo della malattia, a cominciare dall’uso di zanzariere da letto e migliori test diagnostici.

Nel 2010, sono stati stimati 216 milioni di casi di malaria in 106 paesi del mondo in cui la malattia risulta endemica.

Si tratta di 655.000 morti per il solo 2010: 36.000 decessi in meno rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma il calo costante del 5% annuo registrato negli ultimi anni.

L’86% delle vittime globali è composta da bambini con meno di 5 anni di età.

Risultati positivi sono stati raggiunti in Africa, il continente che conta l’81% dei casi mondiali di malaria e il 91% dei decessi. Il tasso di mortalità in questa regione del pianeta è diminuito del 33%.

Tuttavia, sottolinea il rapporto, le previsioni di una drastica diminuzione delle donazioni internazionali (in seguito alla crisi economico-finanziaria globale) e la resistenza ad alcuni medicinali ed insetticidi sviluppata nei vettori del virus della malaria potrebbe non consentire di raggiungere l’obiettivo di eliminare le morti per questa malattia nel mondo entro il 2015.

“Stiamo facendo significativi progressi, ma ci sono preoccupanti segnali che ci fanno temere un rallentamento di questi progressi” ha detto Margaret Chan, direttrice generale dell’Oms.

Per vincere la lotta al paludismo la ricetta da seguire indicata dagli esperti resta la stessa degli ultimi anni: miglior sorveglianza, prevenzione (sostanzialmente grazie all’uso e alla distribuzione gratuita alle popolazioni di zanzariere impregnate di insetticida a lunga durata) e miglioramento dei test diagnostici.

Nei paesi più colpiti, la malaria pesa sul 40% della spesa sanitaria totale nazionale e causa tra il 30% e il 50% dei ricoveri in ospedale.

La malattia, secondo stime dell’Oms, è ritenuta indirettamente responsabile anche di cospicue perdite economiche che possono arrivare all’1,3% del Prodotto interno lordo (Pil) nei paesi con alti livelli di trasmissione.

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