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Europa: le rendition americane e i segreti europei

    di  .  Scritto  il  20 Dicembre 2011  alle  6:59.

Pochi giorni dopo la scoperta di una prigione segreta della CIA in Romania, utilizzata per torturare i presunti terroristi, un report di due organizzazioni internazionali svela come molti paesi europei abbiano occultato gli indizi del loro coinvolgimento nelle rendition americane.

Le rendition, ovvero il trasferimento illegale di persone, sospettate di terrorismo, da un posto all’altro, sono state parte integrante della politica americana contro il terrorismo dopo gli attacchi dell’11 settembre.

Il rapporto, Rendition on Record, prodotto da Access Info Europe e Reprieve, rivela le risposte di 28 paesi alle 67 richieste di informazioni riguardo ai voli che trasportavano persone illegalmente detenute, con l’accusa di terrorismo, tra il 2002 e il 2006.

Mentre sei paesi europei ( Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Lituania, Norvegia) e gli USA hanno rilasciato alcuni dati, altri sedici paesi ( Albania, Austria, Azerbaigian, Capo Verde, Georgia, Francia, Islanda, Italia, Romania, Lettonia, Russia, Spagna, Turchia, Canada, Portogallo e Svezia),  hanno rifiutato di diffonderli. Non ha fornito alcuna risposta neanche Eurocontrol, il corpo preposto al controllo del traffico aereo europeo, dichiarando di non essere tenuto alla divulgazione dei dati in possesso.

La Federal Aviation Authority statunitense, per soddisfare le richieste di Access Info Europe, ha rilasciato 27,128 registri di volo il 29 novembre 2011, aumentando la mole di risorse cui poter attingere per investigare a fondo sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra al terrore.

L’investigatore Crofton Black, dell’organizzazione Reprieve, ha denunciato, invece, “il coinvolgimento compiacente di molti paesi europei e di Eurocontrol a non rilasciare neanche un registro di volo per poter effettuare i controlli. E’ scandaloso che paesi come Austria, Francia, Italia, Lettonia, Romania e Spagna si rifiutino di collaborare in un’indagine così importante.”

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