Cesare Cantù
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Joseph Pulitzer
Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.
“Abbiamo appena dato via al nostro prima organismo sovranazionale che promuoverà l’integrazione. Abbiamo creato la Commissione economica euroasiatica”: con queste parole il presidente russo Dmitry Medvedev ha salutato la firma, ieri, di alcuni accordi e trattati con Bielorussia e Kazakhistan che si sono impegnati a proseguire l’integrazione dei loro paesi nella cornice dell’Unione Economica Euroasiatica (Eeu).
Medvedev, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e il kazakho Nursultan Nazarbayev hanno vergato due trattati sulle imposte doganali e per la prevenzione del riciclaggio del denaro durante un incontro del Supremo consiglio economico euroasiatico, il massimo organo decisionale della nuova unione doaganale.
Nell’incontro i tre capi di Stato hanno anche approvato di accelerare gli accordi che dal prossimo anno garantiranno il libero movimento di merci, capitali e forza lavoro nello spazio economico creato dai tre paesi.
Medvedev ha sottolineato che la creazione dell’Unione Economica euroasitica è differente dalla Comunità economica euroasiatica (EurAsEC) che raggruppa Russia, Bielorussia, Kazakhistan, Kyrgyzstan e Tajikistan.
Dopo aver per decenni abbandonato al proprio destino le ex-repubbliche sovietiche, la Russia, proprio in concomitanza con i vent’anni della dissoluzione dell’Urss, sembra più che mai a intenzionato a riallacciare i rapporti con i suoi ex-paesi satellite creando una sorta di Unione Euroastica alternativa all’Unione Europea e che riporterebbe Mosca al centro della politica internazionale garantendogli di quella regione geopolitica compresa tra l’Europa e le coste del Pacifico.