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Turchia: raid aereo contro curdi al confine con l’Iraq, si temono vittime civili

    di  .  Scritto  il  29 Dicembre 2011  alle  9:17.

Almeno 20 persone sarebbero morte, secondo le prime informazioni, in una incursione dell’aviazione turca nella provincia sudorientale di Sirnak, al confine con l’Iraq.

Lo riferisce l’edizione inglese del quotidiano turco Hurriyet citando l’agenzia di stampa Dogan.

Secondo le poche informazioni ancora a disposizione, il raid aereo, durante il quale sono stati utilizzati anche droni, avrebbe dovuto colpire uomini del braccio armato del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), ma circolano voci che a morire sotto le bombe sarebbero dei civili, contadini impegnati nel traffico illegale di gasolio tra Iraq e Turchia nei pressi del villaggio di Ortasu.

“I droni e le telecamere termiche  hanno identificato un grande gruppo di individui sul lato iracheno del confine e gli aerie da Guerra sono decollate. Il bombardamento è iniziato alle 23 e oltre 20 persone sono state uccise” si legge in un dispaccio dell’agenzia di stampa Dogan.

Quattro cadaveri sono stati trasportati all’Ospedale di Şırnak, mentre altri corpo sono stati portati nel villaggio di Ortasu caricati su trattori e muli.

Secondo le testimonianze degli abitanti del villaggio, la maggior parte delle vittime è morta nell’incendio scatenatosi dopo che le bombe hanno fatto esplodere il carico di diesel che veniva trasportato.

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Un commento a Turchia: raid aereo contro curdi al confine con l’Iraq, si temono vittime civili

  1. Sergio Bellucci Rispondi

    3 Gennaio 2012 alle 8:13

    In merito al vostro articolo vi invio la segnalazione della nostra raccolta di firme sulla messa al bando delle armi robotiche.
    La nostra associazione “NOW – No robot War” sta promovendo verso le Nazioni Unite un appello con l’obiettivo di ottenere il divieto dell’uso di robot di guerra e, allo stesso tempo, di sostenere una moratoria universale contro lo sviluppo e l’utilizzo di queste tecnologie con l’obiettivo della loro completa soppressione.
    Come sapete, i “Robot di guerra” sono strumenti di morte. “Portatori” della guerra senza l’uomo; questa è una novità che non ha precedenti dal punto di vista politico, giuridico, etico e militare.

    I robot di guerra sono un pericoloso passo nello sviluppo della guerra; tendono a diluire le responsabilità di singoli atti favorendo l’attenuazione dei vincoli che comporta una decisione così grave come quella di fare una guerra. I livelli democratici di decisione istituzionale possono più facilmente essere superati o ignorati.
    Ma non è solo un problema di natura istituzionale o democratica.
    Le nuove generazioni di Robot destinati alla guerra si basano sulla capacità autonoma di prendere la decisione di intervenire per uccidere. La decisionalità umana viene bypassata dagli algoritmi che sostituiscono emozioni e logica umana, sentimenti e calcolo degli interessi in gioco.
    Non solo.
    Una nuova frontiera, annunciata solo qualche mese or sono, sta segnalando una ulteriore tendenza verso la completa autonomizzazione di tali armi. Nuovi robot di terra, definiti EATR acquisiranno l’energia necessaria al loro funzionamento attraverso motori basati sull’utilizzo del ciclo del carbonio. Questo segnala la necessità, per tali macchine, di procurarsi elementi organici come combustibile. Non devo sottolineare a te la discontinuità di tale innovazione e a quali scenari può condurre.
    Queste due ultime novità saranno presto sommate insieme e l’umanità si ritroverà proiettata in un scenario completamente nuovo, esattamente come avvenne con le armi atomiche che segnarono un punto di non ritorno nella nostra storia.
    Ma con una differenza.
    Le armi atomiche necessitavano di grandissimi investimenti in ricerca e sviluppo e, per questa ragione, restavano esclusive di una élites mondiale. Le armi robotiche no. Più si avanza nella ricerca tecnologica applicata alla guerra, più tali macchine saranno a basso costo, distribuendo tali capacità militari sull’intero pianeta.
    Non abbiamo molto tempo.
    Vi preghiamo di aiutarci con il tuo sostegno influente – iscrivendoti alla nostra associazione e promuovendo attivamente la nostra campagna – per fermare questo incubo.
    Il testo completo dell’appello è rintracciabile presso il sito:

    http://www.norobotwar.org

    e si può aderire o utilizzando il sito o inviando una mail a:

    info@norobotwar.org

    Vi chiediamo, inoltre, la possibilità di inviare questo testo, nel caso si condivida l’appello, ad almeno 10 vostri amici.

    Sergio Bellucci
    Presidente di NOW – No robot War

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