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Turchia: civili uccisi in bombardamento, “uno sfortunato incidente” per il governo

    di  .  Scritto  il  30 Dicembre 2011  alle  8:57.

“Uno sfortunato incidente operativo”: così il vice-presidente del partito di governo turco, Partito per lo sviluppo e la giustizia, Huseyin Celik (Hüseyin Çelik) ha definito ieri sera l’uccisione, in un raid aereo dell’aviazione turca contro presunti membri del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), di 35 civili nella provincia sudorientale di Sirnak (Şırnak).

Le parole di Celik, riportate dall’edizione in lingua inglese del principale quotidiano turco Hurriyet, sono state seguite da dichirazioni di dolore per l’incidente e dall’offerta di condoglianze per i parenti delle vittime.

“Se c’è stato un errore o una negligenza, verrà scoperta” ha aggiunto Celik, sottolineando che nessuna informazione verrà insabbiata durante l’inchiesta aperta sul bombardamento e smentendo le voci relative a un volontario bombardamento dei civili da parte dell’aviazione turca.

Dopo le prime confuse notizie circolate ieri in mattinata, col passare delle ore le informazioni su quanto accaduto nei pressi del villaggio di Ortasu (a ridosso del confine tra Turchia e Iraq) hanno confermato che le 35 persone morte nell’attacco dell’aviazione erano civili dediti al contrabbando tra i due paesi di sigarette, gasolio e altri beni.

“I droni e le telecamere termiche  hanno identificato un grande gruppo di individui sul lato iracheno del confine e gli aerei da Guerra sono decollati. Il bombardamento è iniziato alle23”si legge in un dispaccio dell’agenzia di stampa Dogan.

 

La ricostruzione è stata confermata in serata dallo stato maggiore della difesa turco, il quale ha precisato che la zona in cui si sono verificati i fatti è quella di Sinat-Haftanin, nel nord dell’Iraq, “una zona – sostengono i militari turchi – dove non c’è popolazione civile ma dove ci sono molte basi delle organizzazioni terroristiche . Gli aerei hanno bombardato la zona dopo che i droni hanno segnalato un movimento verso la nostra frontiera”.

E se durante la giornata di ieri a Istanbul quasi 2000 persone sono scese in strada a protestare contro il raid turco, scontri tra polizia e manifestanti si sono verificati nel distretto di Yuksekova (Yüksekova) nella Turchia sudorientale.

Durante la manifestazione, alla quale hanno partecipato anche esponenti di partiti dell’opposizione, l’incidente è stato definito un “massacro” di cui è stato ritenuto responsabile il partito di governo.

I dimostranti hanno cominciato poi a urlare slogan contro le forze di sicurezza, intervenute con cannoni ad acqua e lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che hanno risposto con una fitta sassaiola.

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