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Lo scrittore e il primo ministro, guerra di parole tra Auster ed Erdogan

    di  .  Scritto  il  6 Febbraio 2012  alle  6:59.

Il Primo Ministro gli dà dell’ignorante e lui lo accusa di militare contro la libertà di stampa.

E’ uno scontro a suon di lettere sui quotidiani quello tra il noto scrittore americano Paul Auster e il Primo Ministro turco Tayyp Erdogan.

Il motivo del litigio? La libertà di stampa per l’uno, Israele per l’altro.

Auster infatti ha rifiutato una visita in Turchia proprio mentre accettava quella in Israele, per protestare contro gli innumerevoli casi di giornalisti e scrittori detenuti nel paese.

“… Presumere che Israele sia uno stato democratico e laico, un paese in cui il diritto di espressione individuale e le libertà sono illimitati, è da ignoranti. Basta vedere la repressione e le violazioni continue dei diritti umani che avvengono da quelle parti”, accusa Erdogan dalle colonne dei giornali turchi.

In una dichiarazione rilasciata Mercoledì e pubblicata sul  Beat blog del New York Times, infatti, Auster sottolineava la sua decisione di tenersi alla larga dalla Turchia per solidarietà ai giornalisti detenuti, e suggeriva al Primo Ministro di prendere esempio da Israele, dove non si vedono liberi pensatori alle sbarre.

Secondo le stime del PEN ( un’organizzazione internazionale che raccoglie poeti, compositori, editori e scrittori) circa cento scrittori sono detenuti in Turchia e uno dei casi più noti è quello di Ragip Zarakolu, arrestato in base alle nuove leggi anti-terrorismo e in attesa di processo, monitorato dai centri PEN di tutto il mondo, ha ricordato Auster.

La discussione è andata avanti tra Erdogan che ricordava le “democratiche” bombe israeliane su Gaza e Auster che rispondeva con un diplomatico “ogni paese ha i suoi problemi, anche i miei Stati Uniti come la sua Turchia.”

Proprio il mese scorso, per concludere, Erdogan ha denunciato per diffamazione il direttore del giornale Taraf, Ahmet Altan e un corrispondente, Perihan Magden, per aver scritto articoli critici nei suoi confronti.

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