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Afghanistan: bambini kamikaze tra le fila degli insorti

    di  .  Scritto  il  13 Febbraio 2012  alle  7:00.

Erano stati arrestati ad agosto perché preparavano attentati suicidi a Paktya, in Afghanistan, poi il Presidente Karzai li graziò perché avevano solo 10 anni, ma la settimana scorsa ci hanno riprovato e sono stati nuovamente catturati dalle forze dell’ordine.

I due baby attentatori suicidi, trovati muniti di giubbotti carichi di esplosivo, agivano a Kandahar, la città-roccaforte dei talebani, insieme a tre adulti e progettavano un attacco contro le forze afghane e internazionali.

Lo ha dichiarato il portavoce della provincia di Kandahar Zalmai Ayubi all’agenzia AFP.

Dopo la prima liberazione in cui furono risparmiati insieme ad altri 18 bambini, i due “apprendisti” furono mandati in Pakistan per l’addestramento kamikaze.

“Tornato in Afghanistan, mi avevano detto che sarei stato al sicuro solo dopo aver guidato l’attacco suicida” ha detto Azizullah, uno dei due bambini arrestati, in una dichiarazione diffusa dal centro stampa della provincia di Kandahar.

E’ dal 2008 che l’uso di bambini-bomba è cresciuto enormemente, finché il loro reclutamento fatto di un addestramento in Pakistan e di una missione in Afghanistan, non è stato denunciato dalle Nazioni Unite attraverso il Rappresentante Speciale per la protezione dei bambini nei conflitti armati, Radhika Coomaraswamy.

La goccia che fece traboccare il vaso fu la storia di una bambina, Suhana Alì, di 9 anni, rapita a luglio da due uomini e due donne mentre andava a scuola, drogata, e poi costretta a indossare un giubbotto antiproiettile a Darra Islam, nel distretto di Lower Dir, in Pakistan.

Una volta uscita dalla macchina, la ragazzina fu salvata dai soldati del posto che si erano accorti degli esplosivi, liberata e messa sotto custodia.

La sua storia fu pubblicata solo un mese dopo, mentre i talebani continuavano a negare l’uso di bambini-bombe per i loro attentati e l’Afghanistan National Intelligence Directorate (NDS), invece, ne teneva in custodia circa 100 di età compresa tra i 12 e i 17 anni sospettati di preparare attacchi suicidi proprio per conto degl’insurgents.

Il portavoce dell’NDS dichiarò all’agenzia IRIN che i cento bambini erano stati addestrati dai Talebani, da Hezbe Islami e dal gruppo Haqqani, le tre principali bande criminali accusate dalle Nazioni Unite di utilizzare i bambini per scopi militari, comprese le missioni suicide.

“Se è facile monitorare i movimenti di questi gruppi militari, non è altrettanto semplice, invece, controllare il reclutamento da parte di altri gruppi, quelli che operano sul confine col Pakistan, considerati come attori non statali, che stanno allevando i propri figli nei principi del jihad”, dichiarò Coomaraswamy in una conferenza stampa a Kabul già il 24 febbraio 2010.

Perché i talebani e gli altri gruppi armati continuano a usare bambini per gli attentati suicidi? Perché sono facilmente influenzabili, semplici da manipolare, difficilmente vengono visti con sospetto e quindi hanno meno probabilità di essere arrestati e per questo sono addirittura più efficaci dei loro “colleghi” adulti.

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