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Afghanistan: Karzai, “i raid notturni sono un ostacolo ad un accordo con gli USA”

    di  .  Scritto  il  21 Febbraio 2012  alle  7:00.

I raid notturni condotti dalla truppe statunitensi in Afghanistan rappresentano “il maggiore ostacolo ad un accordo a lungo termine su una cooperazione strategica tra Kabul e Washington”, riportavano lunedì i media afghani.

Domenica il presidente afghano Hamid Karzai ha ricevuto una delegazione di deputati statunitensi guidati dal senatore John McCain.

Karzai ha chiesto la “sospensione immediata” delle operazioni e delle perquisizioni notturne nelle case dei civili condotte dalle forze straniere, e il passaggio di consegne della direzione delle carceri USA alle autorità afghane, “prima di firmare un qualsiasi patto”.

Una simile richiesta era già stata formulata lo scorso dicembre. In quell’occasione il portavoce dell’Esecutivo afgano, Aimal Faizi, dichiarò che “il presidente Hamid Karzai desidera la fine dei raid notturni. Nessuno straniero può permettersi di perquisire le abitazioni dei cittadini afghani con metodi tanto offensivi”.

Secondo i media locali, “nelle incursioni notturne le autorità afghane non hanno voce in capitolo, mentre l’Esercito statunitense ha poteri di ogni sorta. Gli americani possono prelevare qualsiasi persona sospetta e rinchiuderla nelle proprie prigioni”.

“Riteniamo che la questione non possa essere risolta. Siamo fortemente contrari a qualsiasi cessazione dei raid notturni: ciò metterebbe ulteriormente a repentaglio la vita dei nostri uomini”, ha dichiarato McCain.

Da oltre un anno il Pentagono tenta di siglare un accordo di collaborazione che includa un elenco dettagliato dei compiti che i soldati statunitensi dovranno svolgere dopo il 2014, quando le forze NATO lasceranno il paese.

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