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Afghanistan: proteste contro gli americani e vittime, da Bagram a Kabul

    di  .  Scritto  il  23 Febbraio 2012  alle  7:00.

E’ partita dalla base statunitense di Bagram ma ieri ha raggiunto ogni angolo dell’Afghanistan la protesta della popolazione contro i soldati americani. Nata dopo che alcuni addetti alle pulizie avevano ritrovato tra i rifiuti della base diverse copie del Corano, la contestazione ieri ha raggiunto la capitale Kabul, Jalalabad e in particolare la provincia centrale di Parwan dove si sono avuti gli incidenti più gravi.

Il bilancio parziale alla fine della giornata di ieri, riferito dall’agenzia di stampa afghana Pajhwok, è stato di otto persone uccise e di altre 27 ferite. Poco o nulla sono valse le scuse ufficiali di Leon Panetta, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, che nel frattempo hanno limitato al massimo i movimenti del personale americano nel paese.

Al di là delle copie del Corano ritrovate tra i rifiuti, gli slogan che inneggiavano al mullah Omar e ai talebani hanno sicuramente mostrato il volto di un paese stanco di 10 anni di occupazione e di combattimenti che di fatto non hanno mai spezzato la presenza dei talebani. Un dato su cui riflettere per gli Stati Uniti, in attesa di vedere se le proteste oggi si calmeranno.

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