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Mali: i ribelli conquistano Tessalit, Bamako smentisce ma ci sono conferme

    di  .  Scritto  il  12 Marzo 2012  alle  7:00.

Sarebbe nelle mani dei ribelli del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), la base militare di Amachach, a Tessalit, nel nord del Mali. Lo sostengono i ribelli e sebbene, seccamente smentita dall’esercito maliano, la notizia è stata confermata da fonti indipendenti citate da media internazionali.

La base era circondata da settimane e il suo controllo è considerato strategico da parte dell’Mnla per via di un aeroporto e perché aprirebbe le strade a un’offensiva contro Kidal, uno dei principali centri dell’Azawad, la regione settentrionale del Mali.

In attesa di conferme e di bilanci, restano i dati preoccupanti sul numero di rifugiati e sfollati – che secondo l’Onu sono complessivamente oltre 172.000 – e la certezza che i combattimenti stanno andando avanti.

Cominciata lo scorso 17 gennaio, l’offensiva dell’Mnla, gruppo di matrice tuareg che sostiene di lottare per tutte le etnie del nord, è riuscita a mettere in discussione il controllo di Bamako di questa parte del paese con la stampa maliana che ha accusato a più riprese la Francia di sostenere il gruppo armato.

Forti di armi probabilmente provenienti dagli arsenali libici e di uomini ben addestrati che negli ultimi anni hanno militato nell’esercito libico al soldo del defunto Muammar Gheddafi, i combattenti dell’Mnla hanno avviato la loro campagna a pochi mesi dalle elezioni presidenziali riuscendo a cogliere impreparati gli avversari.

Mali: i ribelli conquistano Tessalit, Bamako smentisce ma ci sono conferme

Sarebbe nelle mani dei ribelli del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), la base militare di Amachach, a Tessalit, nel nord del Mali. Lo sostengono i ribelli e sebbene, seccamente smentita dall’esercito maliano, la notizia è stata confermata da fonti indipendenti citate da media internazionali.

La base era circondata da settimane e il suo controllo è considerato strategico da parte dell’Mnla per via di un aeroporto e perché aprirebbe le strade a un’offensiva contro Kidal, uno dei principali centri dell’Azawad, la regione settentrionale del Mali.

In attesa di conferme e di bilanci, restano i dati preoccupanti sul numero di rifugiati e sfollati – che secondo l’Onu sono complessivamente oltre 172.000 – e la certezza che i combattimenti stanno andando avanti.

Cominciata lo scorso 17 gennaio, l’offensiva dell’Mnla, gruppo di matrice tuareg che sostiene di lottare per tutte le etnie del nord, è riuscita a mettere in discussione il controllo di Bamako di questa parte del paese con la stampa maliana che ha accusato a più riprese la Francia di sostenere il gruppo armato.

Forti di armi probabilmente provenienti dagli arsenali libici e di uomini ben addestrati che negli ultimi anni hanno militato nell’esercito libico al soldo del defunto Muammar Gheddafi, i combattenti dell’Mnla hanno avviato la loro campagna a pochi mesi dalle elezioni presidenziali riuscendo a cogliere impreparati gli avversari.

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