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Africa: dopo esplosione di Brazzaville, Onu invita a rimuovere gli arsenali dalle città

    di  .  Scritto  il  14 Marzo 2012  alle  6:59.

Rimuovere tutti i depositi di armi presenti in aree urbane o trasferirli in zone più remote: a chiederlo è stato un alto funzionario delle Nazioni Unite, Abou Moussa, capo dell’Ufficio regionale dell’Onu per l’Africa centrale alla luce dell’ultimo, ma non unico, incidente avvenuto in Repubblica del Congo, dove 223 persone sono morte dopo che un deposito munizioni è esploso.

“Possiamo solo chiedere e incoraggiare i governi che ancora hanno armerie, casematte o polveriere all’interno delle città di fare tutto quello che possono per evitare che episodi del genere accadano ancora” ha detto il funzionario.

L’episodio congolese non è il primo, e molti temono che non sarà neanche l’ultimo, del genere nel continente, dove, molti depositi di armi e munizioni inseriti in vecchi complessi militari (spesso ottenuti in eredità dagli ex-colonizzatori) che una volta erano ai margini delle città, oggi, con la rapida inurbazione dei principali centri abitati del continente, si ritrovano nel cuore di popolosi quartieri.

“Speriamo che quanto accaduto a Brazzaville il 4 Marzo scorso possa servire a vantaggio di altri paesi che si trovano in una situazione simile, perchè si rendano conto del rischio che corrono e rimuovano le armi” ha concluso Moussa.

Ufficialmente imputata ad un corto circuito che ha scatenato un incendio che, a sua volta, ha fatto esplodere uno dei più grandi depositi di armi e munizioni del paese, l’incidente avvenuto in Congo Brazzaville ha provocato oltre ai 223 morti, anche oltre 2300 feriti e circa 14.000 senza tetto.

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