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Turchia: i curdi e gli abusi sui detenuti minorenni a Pozanti

    di  .  Scritto  il  28 Marzo 2012  alle  7:00.

Nuove ombre sul governo di Recep Tayyp Erdogan, in Turchia, a causa di un sospetto di abuso di potere e mancato rispetto dei diritti dei detenuti, principalmente curdi.

Un’indagine parlamentare avviata dal partito pro-curdo della Pace e della Democrazia (BDP) ha denunciato infatti la pratica di abusi sessuali e fisici sui ragazzi nel carcere di Pozanti, ad Adana.

La maggior parte dei giovani prigionieri di Pozanti è stata arrestata per il sospetto di terrorismo.

Secondo il dossier presentato al Ministero della Giustizia, almeno 25 dei 125 minori detenuti sono stati stuprati e sistematicamente picchiati dagli altri prigionieri e dalle guardie carcerarie. La vittima più giovane ha 12 anni.

C’è un linguaggio in codice coniato dalla polizia per ogni nuovo arrivo a Pozanti che ‘merita’ un trattamento speciale: “questo è un parente, bisogna curarlo bene”, per esempio, significa che il ragazzo verrà violentato.

I turchi, per lo più curdi, intervistati dall’agenzia di stampa Eurasia, nell’indignazione, hanno detto di temere fortemente per la sopravvivenza dello stato di diritto in Turchia.

Già la settimana scorsa, in occasione del Newruz, il capodanno curdo che ricorre il 21 marzo per accogliere la primavera, Erdogan aveva vietato le celebrazioni, ma i curdi in barba alle regole avevano provato a festeggiare nel centro di Istanbul, accendendo scintille etniche sedate poi dalla polizia con violenti scontri.

Da allora – denunciano – con molta facilità le forze dell’ordine intervengono su qualsiasi assembramento di persone per disperderle, anche se non c’è nessuna manifestazione in corso, a scopo preventivo.

Per quanto riguarda Pozanti, il Ministro della Giustizia Sadullah Ergin in conferenza stampa ha assicurato che ‘ogni singola accusa sarà oggetto di indagine, non si lascerà impunita alcuna negligenza né abuso di potere’.

Lo scandalo è stato portato alla luce dal quotidiano Taraf che ha pubblicato la storia di “FG”, un giovane ex detenuto a Pozanti, che ha raccontato di essere stato picchiato ripetutamente e poi stuprato da un altro prigioniero più grande di età.

L’organizzazione Human Rights ritiene che gli abusi sui bambini detenuti siano piuttosto comuni nella Turchia sud-orientale, destabilizzata dalle tensioni etniche.

C’è una prassi seguita dalle forze dell’ordine: i minori vengono arrestati, poi picchiati, alcuni stuprati, e infine tenuti nudi senza cibo né acqua per tre o quattro giorni. Arif Akkaya, membro della fondazione Justice for Children, istituita dai genitori dei bambini in prigione,  afferma che l’area del Mediterraneo turco “annovera i casi più tremendi” di abuso sui minori.

Nel 2011 il governo varò una nuova legge antiterrorismo per mettere fine alla contestata pratica di applicare le stesse pene ad adulti e minori, ma lo scandalo di questo mese riflette l’inefficacia della nuova normativa.

Per Emma Sinclair Webb, di Human Rights Watch, il sistema penale turco non è carente di leggi, ma di controllo. Intanto, mentre le autorità esaminano le denunce relative a Pozanti, le organizzazioni per i diritti umani temono per l’incolumità di chi ha parlato, facendo esplodere il caso.

Dopo la sua intervista con Taraf, infatti, “FG” è stato di nuovo arrestato per aver partecipato a una protesta illegale. Oggi è detenuto in un carcere giovanile, ma suo padre sostiene che è vittima di abusi sempre più gravi, a causa dei quali il 25 marzo avrebbe tentato il suicidio.

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