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Armenia: elezioni legislative, tra le critiche vince il partito di governo

    di  .  Scritto  il  8 Maggio 2012  alle  6:59.

Le elezioni del 6 maggio in Armenia hanno confermato la vittoria del partito repubblicano del Presidente Serzh Sarkisian, con il 44,5% dei voti. I dati ufficiali sono stati diffusi dalla Commissione Elettorale Centrale.

La vittoria attribuisce al partito la maggioranza parlamentare e rappresenta un buon test pre-elettorale per le presidenziali dell’anno venturo, per le quali Sarkisian sarà di nuovo candidato.

Col 31% dei voti, il partito Armenia Prospera è arrivato secondo.

L’Unione Europea, principale partner commerciale del paese, lo aveva sollecitato a controllare che il voto si svolgesse regolarmente, ma poco dopo la chiusura delle urne, alcuni rappresentanti di Armenia Prospera, del Congresso Nazionale e della Federazione Rivoluzionaria hanno denunciato brogli e accusato la Commissione Elettorale di aver gonfiato i dati sull’affluenza, attestata al 62%.

Proprio ieri l’OSCE ha parlato di “lacune che minano il processo democratico e la fiducia nelle urne”.

Il Parlamento Europeo aveva posto la regolarità del voto come presupposto per lo sviluppo delle future relazioni commerciali tra UE e Armenia e adottato una risoluzione il 18 aprile, memore delle elezioni del 2008 i cui brogli scatenarono violente manifestazioni di piazza che sfociarono in un grosso spargimento di sangue, dieci morti e molti feriti.

In quell’occasione, l’Armenia perse sessanta milioni di dollari di sovvenzionamento da parte degli Stati Uniti. Oggi la posta in gioco con l’UE è ancora più alta.

Tre anni fa l’Armenia ha siglato accordi di partnership con l’UE insieme ad altre ex repubbliche sovietiche (Azerbaigian, Bielorussia, Moldavia, Georgia e Ucraina) e nel 2010 Yerevan ha avviato altri negoziati con l’Unione per un progetto di cooperazione espanso.

L’accordo prevede una zona di libero scambio che potrebbe favorire l’allocazione dei prodotti armeni sul mercato europeo: un’opportunità preziosa per un paese che combatte contro un tasso di disoccupazione a due cifre, un malcontento sociale dilagante e un’ondata di suicidi soprattutto tra gli anziani che non riescono più a reggere il costo della vita.

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