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Libia: la polizia mette fine alla proteste contro Agoco

    di  .  Scritto  il  10 Maggio 2012  alle  7:00.

Le forze di sicurezza libiche hanno messo fine mercoledì ad una protesta presso la sede della più grande compagnia petrolifera del paese, la Arabian Gulf Oil Company (Agoco), a Bengasi. Per due settimane i lavori di Agoco erano stati bloccati dai dimostranti, ma già da oggi, assicurano le autorità, potranno riprendere i lavori.

Stando a quanto comunicato dalla società attraverso i propri portavoce, la scorsa settimana a causa delle proteste è stata registrata una forte battuta di arresto della produzione di petrolio, di circa 30.000 barili al giorno (bpd). Tuttavia, la società madre National Oil Corporation (NOC), basata a Tripoli, nega i tagli.

Dal 23 aprile i manifestanti impedivano l’ingresso dei funzionari negli uffici Agoco, in segno di protesta contro la gestione delle finanze pubbliche e la mancanza di politiche per il lavoro in favore dei giovani e trasparenza politica.

Almeno 30 persone, accampatesi davanti l’ingresso principale dell’edificio, sono state arrestate alle prime ore del mattino. Secondo voci non confermate, nell’accampamento improvvisato sarebbero stati trovati alcool ed armi.

Nell’arco delle due settimane di proteste, si sono tenute più riunioni tra gruppi della società civile e manifestanti, senza risultati. Agoco aveva minacciato di tagliare la produzione se non si fosse trovata una soluzione entro il 3 maggio.

Il 90% delle entrate del Governo libico dipende dalla produzione del petrolio. La Libia sta tornando agli antichi regimi di produzione, 1,6 milioni di bpd, e il suo recupero ha contribuito in aprile ad un aumento della produzione dei paesi Opec (Organization of Petroleum Exporting Countries), nonostante il calo delle forniture iraniane.

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