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Cile: il Congresso approva legge contro la discriminazione

    di  .  Scritto  il  11 Maggio 2012  alle  7:00.

Dopo sette anni di tentennamenti il Congresso cileno ha approvato mercoledì un disegno di legge contro la discriminazione sessuale, un iter giuridico che ha registrato una forte accelerazione dopo la morte di un giovane omosessuale, Daniel Zamudio, per mano di un presunto gruppo di neonazisti. Il progetto, giunto al Senato, ha ottenuto 25 voti a favore, 3 contrari e 3 astensioni.

Dopo il voto, il ministro segretario generale del Governo, Andrés Chadwick, ha affermato che “come paese siamo contenti e orgogliosi di poter approvare un progetto così importante per la convivenza e lo sviluppo (…) Un passo significativo che ci permetterà di garantire il rispetto per la dignità di ogni essere umano”.

“Una giornata storica”, invece, il commento di Rolando Jiménez, presidente del Movimiento de Liberación Homosexual (Movhil). “Ci sono voluti sette anni e 223 casi di discriminazione, alcuni di essi brutali. In questo periodo si sono verificati 18 omicidi moticati dall’orientamento sessuale delle vittime: questo è il prezzo che ha dovuto pagare il Cile per avere una legge contro la discriminazione”.

Il provvedimento prevede, da parte dello Stato, una serie di misure contro la discriminazione, puntando alla prevenzione attraverso l’educazione e la promozione del mutuo rispetto. In questo senso lo Stato garantirà che non si presentino più forme di “discriminazione arbitraria”, termine con il quale il disegno di legge definisce “ogni distinzione, esclusione o restrizione senza valida giustificazione, effettuata da agenti dello Stato o privati”.

La nuova legge stabilisce che “ogni crimine motivato da una situazione ideologica o discriminatoria, per religione, razza, etnia, condizione e orientamento sessuale può essere considerato come un aggravante dal giudice al momento del giudizio penale”.

Il progetto sarà ora sottoposto alla Corte Costituzionale per ratificare i temi di carattere procedurale. Entro gli inizi di giugno diverrà una legge della Repubblica.

La mattina del 3 marzo, Daniel Zamudio, un giovane gay di 24 anni, era stato brutalmente picchiato in un parco di Santiago da un gruppo di neonazisti. Morì dopo 25 giorni di coma nell’ospedale della capitale Posta Central.

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