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Turchia: donne in piazza contro nuova legge sull’aborto

    di  .  Scritto  il  5 Giugno 2012  alle  7:00.

Migliaia di donne hanno manifestato ieri in molte città della Turchia contro l’intenzione del partito Giustizia e Sviluppo (AKP) di presentare un disegno di legge per vietare l’aborto dopo la quarta settimana.

Oggi in Turchia si può abortire fino alla decima settimana. Il disegno di legge non è stato ancora presentato, ma le dichiarazioni degli ultimi mesi di alcuni politici non lasciano dubbi sulla volontà di ridefinire le leggi sull’interruzione di gravidanza.

Il mese scorso, parlando a una conferenza su popolazione e sviluppo, il primo ministro Recer Tayyip Erdogan equiparò l’aborto all’ omicidio, considerandolo una “trama segreta” per rallentare la crescita della Turchia.

Il ministro della Sanità, Recep Akdag, ha confermato che il disegno di legge verrà presentato in parlamento entro la fine di giugno, e ha aggiunto che nel caso di stupro, le donne che non vogliono tenersi il figlio dovrebbero delegarne la cura allo stato.

E’ scontata la reazione degli attivisti, molti dei quali hanno ricordato che vietare l’aborto significa semplicemente incoraggiare quello illegale delle mammane.

L’aborto in Turchia fu introdotto nel 1983, proprio per arginare il numero di donne vittime di aborti clandestini eseguiti con metodi rudimentali.

La manifestazione a Istanbul è stata accolta da un applauso spontaneo di alcuni passanti.

Un uomo ha detto all’inviato del Guardian che l’aborto in Turchia non è mai stato oggetto di dibattito politico finché l’AKP non è salito al potere.

Per il ginecologo Mustafa Ziya Gunec, l’interruzione entro la quarta settimana corrisponde ufficialmente a un divieto perché tecnicamente è impossibile praticarla a quello stadio di gestazione.

Ma la posizione di Erdogan è nota. E’ un musulmano devoto, conduce una rigorosa campagna di sensibilizzazione per la crescita della popolazione, esorta da tempo le coppie a fare almeno tre figli, e oggi più del 25% dei turchi ha meno di 14 anni, mentre le organizzazioni sostengono che la Turchia dovrebbe avviare “un’urgente campagna di educazione sessuale”.

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